Sicurezza
nella tenuta torre a cenaia
Ritrovata in una cantina l’antica croce dei Templari
CENAIA. Andare in cerca di sponsor e imbattersi, invece, in una insolita croce. Una delusione cocente per molti, una soddisfazione immensa invece per l’associazione lucchese, costituitasi nel...
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CENAIA. Andare in cerca di sponsor e imbattersi, invece, in una insolita croce. Una delusione cocente per molti, una soddisfazione immensa invece per l’associazione lucchese, costituitasi nel febbraio scorso, “Il Cuore di Bartolomeo”. I membri fondatori, quattro viareggini ed un quinto, residente a Santo Stefano Magra in provincia di La Spezia, tutti uniti dalla passione per i monaci guerrieri d’occidente, protagonisti fin dal XII secolo delle crociate contro gli islamici, non riuscivano a credere ai propri occhi quando si sono trovati davanti, nella tenuta agricola Torre a Cenaia (Crespina), nel pisano, un glifo (questo il nome tecnico dell’ornamento architettonico) appartenente all’ordine diegli ospitalieri di San Giovanni, perfettamente conservato.
«Conoscevamo bene Antonio Terzi e Battista Coppini (gli attuali amministratori, bresciani, della tenuta, ndr) – ci spiega uno dei membri, Guido Garbi, studioso e cultore di scienze patristiche e antiche religioni –, li avevamo contattati perché cercavamo delle sponsorizzazioni in vista di un evento che terremo a dicembre, in occasione di Pistoia capitale della cultura 2017. Parlando con i gestori è venuto fuori che hanno una cantina che secondo loro avrebbe meritato un’occhiata da parte nostra».
«Dopo averla svuotata con un po’ di difficoltà, in fondo abbiamo notato una tomba di granito, a forma di parallelepipedo – prosegue lo studioso –, su cui erano poggiate alcune botti: una volta riusciti ad entrarvi, ci siamo calati per mezzo di un paranco e, aiutandoci con la sola luce dei telefonini, abbiamo visto una croce, chiaramente di epoca medievale».
Una scoperta che, dopo essere stata sottoposta ad attenti esami da parte del professor Luigi Battistini, noto esperto di simbologia templare e grande conoscitore e divulgatore della storia dei Cavalieri e della Via Francigena, risulta essere un glifo che rappresenta la croce delle 8 beatitudini, risalente al 1322, di dieci anni successiva alla bolla papale che soppresse l’ordine dei compagni d’armi di Cristo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Conoscevamo bene Antonio Terzi e Battista Coppini (gli attuali amministratori, bresciani, della tenuta, ndr) – ci spiega uno dei membri, Guido Garbi, studioso e cultore di scienze patristiche e antiche religioni –, li avevamo contattati perché cercavamo delle sponsorizzazioni in vista di un evento che terremo a dicembre, in occasione di Pistoia capitale della cultura 2017. Parlando con i gestori è venuto fuori che hanno una cantina che secondo loro avrebbe meritato un’occhiata da parte nostra».
«Dopo averla svuotata con un po’ di difficoltà, in fondo abbiamo notato una tomba di granito, a forma di parallelepipedo – prosegue lo studioso –, su cui erano poggiate alcune botti: una volta riusciti ad entrarvi, ci siamo calati per mezzo di un paranco e, aiutandoci con la sola luce dei telefonini, abbiamo visto una croce, chiaramente di epoca medievale».
Una scoperta che, dopo essere stata sottoposta ad attenti esami da parte del professor Luigi Battistini, noto esperto di simbologia templare e grande conoscitore e divulgatore della storia dei Cavalieri e della Via Francigena, risulta essere un glifo che rappresenta la croce delle 8 beatitudini, risalente al 1322, di dieci anni successiva alla bolla papale che soppresse l’ordine dei compagni d’armi di Cristo.
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