Toscana
Famiglia sfrattata con figlia minore Scatta la protesta
PONTEDERA. Alle 9 lo sfratto da una casa dove abita una famiglia marocchina composta dalla madre, tre figli maschi e una figlia minorenne, è stato eseguito. L’ufficiale giudiziario, l’avvocato della...
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PONTEDERA. Alle 9 lo sfratto da una casa dove abita una famiglia marocchina composta dalla madre, tre figli maschi e una figlia minorenne, è stato eseguito. L’ufficiale giudiziario, l’avvocato della proprietà dell’abitazione e gli stessi occupanti: tutti d’accordo nel chiudere una vicenda che si trascina dal 2015, da quando la famiglia è diventata morosa. Ma c’è in mezzo una minore che frequenta le scuole cittadine e che si trova all’improvviso senza una casa. Partono la protesta e la richiesta di aiuto. Prima in Comune, poi ai servizi sociali e infine con la segnalazione al giornale.
«C’è una bambina di dieci anni che rischia di restare in mezzo a una strada», è la prima richiesta di aiuto. I servizi sociali, d’accordo con l’amministrazione comunale, hanno esaminato la situazione e hanno deciso che un programma di protezione può essere attivato solo per la minorenne.
«Abbiamo spiegato chiaramente a questa famiglia che non sono previsti altri aiuti per gli adulti», spiega l’assessore Marco Cecchi.
Il padre dei ragazzi marocchini si trova agli arresti domiciliari presso alcuni connazionali nella zona del Cuoio in quanto nel 2015 è rimasto coinvolto in un giro di spaccio internazionale, vicenda in cui in qualche modo – anche se loro si difendono dicendo che si tratta di intercettazioni telefoniche che non dimostrano niente – sono rimasti invischiati anche i figli.
«In situazioni come questa – sottolinea Cecchi – la nostra linea di intervento è abbastanza chiara. La tutela scatta solo per i figli minorenni. Gli adulti devono trovare altre sistemazioni». E questo va a garanzia di tutti quelli che possono trovarsi in una situazione di bisogno.
Una situazione difficile da sbrogliare, anche perché dopo poche ore che lo sfratto era stato eseguito questa famiglia è tornata nella casa dove viveva.
«Ci hanno chiesto di pagare 550 euro al mese per una casa che è piena di umidità – dice la donna –, questa non è una sistemazione adatta alle persone...». (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«C’è una bambina di dieci anni che rischia di restare in mezzo a una strada», è la prima richiesta di aiuto. I servizi sociali, d’accordo con l’amministrazione comunale, hanno esaminato la situazione e hanno deciso che un programma di protezione può essere attivato solo per la minorenne.
«Abbiamo spiegato chiaramente a questa famiglia che non sono previsti altri aiuti per gli adulti», spiega l’assessore Marco Cecchi.
Il padre dei ragazzi marocchini si trova agli arresti domiciliari presso alcuni connazionali nella zona del Cuoio in quanto nel 2015 è rimasto coinvolto in un giro di spaccio internazionale, vicenda in cui in qualche modo – anche se loro si difendono dicendo che si tratta di intercettazioni telefoniche che non dimostrano niente – sono rimasti invischiati anche i figli.
«In situazioni come questa – sottolinea Cecchi – la nostra linea di intervento è abbastanza chiara. La tutela scatta solo per i figli minorenni. Gli adulti devono trovare altre sistemazioni». E questo va a garanzia di tutti quelli che possono trovarsi in una situazione di bisogno.
Una situazione difficile da sbrogliare, anche perché dopo poche ore che lo sfratto era stato eseguito questa famiglia è tornata nella casa dove viveva.
«Ci hanno chiesto di pagare 550 euro al mese per una casa che è piena di umidità – dice la donna –, questa non è una sistemazione adatta alle persone...». (s. c.)
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