Sicurezza
Il Rione Centro vince il Palio per la terza volta
Ha portato in scena la rappresentazione teatrale intitolata “Dimmi che non è tutta un’illusione”
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POMARANCE. Per il terzo anno consecutivo il rione Centro ha vinto il Palio di Pomarance. Il successo è arrivato grazie alla rappresentazione intitolata “Dimmi che non è tutta un’illusione”.
«Che cosa accade quando nella vita di una ragazzina povera e sola piomba un “piccolo diavolo” affabulatore e visionario? – si legge nella presentazione del tema – Chissà se un destino che sembrava già scritto... potrà cambiare grazie al coraggio e alla forza dell’amore! ».
Il Rione Paese Novo ha presentato “Costi quel che costi”: «Cosa succede se in una grande industria cosmetica si scopre un difetto nel prodotto di lancio? Semplice, si va avanti “costi quel che costi”. L’impero costruito da Mr. Clear ed il suo staff non ha fondamenta; si regge su due unici cardini, soldi e potere e fa leva sulla superficialità, la faciloneria, la vanità e il bisogno atavico di eterna giovinezza delle persone. “Costi quel che costi” è un divertente spaccato di vita superflua con un retrogusto di amara celebrazione del nulla e di adeguamento alla massificazione».
Il Rione Gelso ha portato in scena “Viaggio Immobile”: «Il viaggio in un corpo costretto all’immobilità con un pensiero libero che vagabonda come una farfalla. Si può volare nello spazio e nel tempo, nella memoria, nell’immaginazione, nella scelta della meta da raggiungere, liberandosi in volo come una farfalla».
Infine il Rione Marzocco con: “Mi devo essere, per così dire, un po’ persa”: «Cercare la propria vita in punta di piedi, volteggiando tra parole di carta mai dette. Trovarla tra tutù, scarpette, nomi e colori. E ricordarsi, per un attimo, quanto fosse bella la sua melodia».
«Che cosa accade quando nella vita di una ragazzina povera e sola piomba un “piccolo diavolo” affabulatore e visionario? – si legge nella presentazione del tema – Chissà se un destino che sembrava già scritto... potrà cambiare grazie al coraggio e alla forza dell’amore! ».
Il Rione Paese Novo ha presentato “Costi quel che costi”: «Cosa succede se in una grande industria cosmetica si scopre un difetto nel prodotto di lancio? Semplice, si va avanti “costi quel che costi”. L’impero costruito da Mr. Clear ed il suo staff non ha fondamenta; si regge su due unici cardini, soldi e potere e fa leva sulla superficialità, la faciloneria, la vanità e il bisogno atavico di eterna giovinezza delle persone. “Costi quel che costi” è un divertente spaccato di vita superflua con un retrogusto di amara celebrazione del nulla e di adeguamento alla massificazione».
Il Rione Gelso ha portato in scena “Viaggio Immobile”: «Il viaggio in un corpo costretto all’immobilità con un pensiero libero che vagabonda come una farfalla. Si può volare nello spazio e nel tempo, nella memoria, nell’immaginazione, nella scelta della meta da raggiungere, liberandosi in volo come una farfalla».
Infine il Rione Marzocco con: “Mi devo essere, per così dire, un po’ persa”: «Cercare la propria vita in punta di piedi, volteggiando tra parole di carta mai dette. Trovarla tra tutù, scarpette, nomi e colori. E ricordarsi, per un attimo, quanto fosse bella la sua melodia».
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