Il Tirreno

Pontedera

Baby squillo, una donna l'incaricata di reclutare le ragazze

Sabrina Chiellini
L’immobile che ospita il Club 230 nel comune di Casciana Terme
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L’immobile che ospita il Club 230 nel comune di Casciana Terme

La giovane, considerata la fidata collaboratrice di Massimo Mannucci, non rispetta il divieto di uscire la notte e il giudice dispone gli arresti

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PONTEDERA. I carabinieri hanno lavorato a lungo sui profili social e sulle condotte di Sara Calò, 23 anni, di Santa Maria a Monte, coinvolta nelle indagini su un giro di sfruttamento della prostituzione e ora finita ai domiciliari.

Calò è considerata dagli inquirenti fidata collaboratrice di Massimo Mannucci, ultrasessantenne, detto Massimino, da sempre conosciuto nel mondo dei locali da ballo e del divertimento notturno, finito in carcere nei giorni scorsi. Secondo l’inchiesta denominata “Principessa”, per il nomignolo che gli indagati avevano attribuito ad una baby squillo minorenne, era proprio Calò a reclutare le ragazze da portare nel locale di Mannucci a Lari, il Club 230, presentato come un centro massaggi, sebbene poi nelle stanze e con i clienti del privé le ragazze offrissero pure approcci sessuali. A Calò, stando agli accertamenti, spettava il compito di sondare eventuali disponibilità per orge e quanto i clienti erano disposti a pagare. Una volta, secondo ciò che emerge dalle intercettazioni, un facoltoso cliente aveva pagato 200 euro per Principessa, pur avendone pattuite 150, ma era così soddisfatto che le aveva regalato altri 50 euro.

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Se Mannucci, titolare del locale, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere già nei giorni scorsi, per Calò il giudice aveva applicato una misura meno grave: la giovane doveva restare in casa la notte. Quanto agli altri due indagati, il titolare del Discopub Marilyn di Castelfranco, Paolo Martini, 48 anni, è finito ai domiciliari, mentre per il fratello Stefano Martini sono stati disposti gli stessi obblighi della 23enne: la posizione del cameriere del night è stata ritenuta meno grave di quella dei due arrestati.

Ma Sara Calò non ha rispettato gli obblighi, è uscita di notte e non si è presentata dai carabinieri a spiegare come mai non era a casa. Così a carico della giovane, che il 26 sarà sottoposta al l’interrogatorio di garanzia, dato che non ha osservato le prescrizioni, è stata disposta dal giudice la misura aggravata dei domiciliari, che i carabinieri di Pontedera hanno eseguito nel pomeriggio di venerdì, traendo in arresto l’indagata e accompagnandola a casa.

Di lei i carabinieri sanno tutto. Per mesi ne hanno spiato le abitudini i profili social a lei riconducibili, anche se la giovane non si presenta con il suo cognome ma pubblica video e foto in cui si rende riconoscibile.
 

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