Il Tirreno

Pontedera

Baby squillo, la ricostruzione dei carabinieri: nascosta in un bagagliaio durante i controlli nel night

di Sabrina Chiellini
Baby squillo, la ricostruzione dei carabinieri: nascosta in un bagagliaio durante i controlli nel night

Pontedera: l’episodio emerge dalle indagini sul giro di prostituzione che coinvolgeva anche una diciassettenne. Fissati gli interrogatori di garanzia per due delle quattro persone destinatarie di misure cautelari

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PONTEDERA. Sono previsti per venerdì 22 gli interrogatori di garanzia di Massimo Mannucci e Paolo Martini indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto due night e in cui si ipotizza il reato di sfruttamento della prostituzione nei confronti anche di una minorenne. Le altre due persone sotto inchiesta saranno sentite il 26 sempre dal Gip del tribunale di Pisa, Giulio Cesare Cipoletta, al quale sono stati trasmessi gli atti da Firenze. L’indagine è stata diretta dalla Procura della Repubblica di Firenze, competente per i reati in materia di prostituzione minorile.

Le misure cautelari sono state eseguite a carico dei fratelli Paolo Martini, 48 anni (difeso dall’avvocato Ginetta Daini Palesi di Santa Croce), e Stefano Martini, 55 anni (difeso dal’avvocato Anna Mallozzi), di Castelfranco di Sotto, titolari e gestori del club Marilyn, rispettivamente sottoposti alla misura degli arresti domiciliari il primo; dell’obbligo di dimora con permanenza in abitazione dalle ore 20.30 alle 7.30 il secondo.

In carcere è finito un noto personaggio del mondo dei night, Massimo Mannucci, 66 anni di Casciana Terme (difeso dall’avvocato Francesco Atzeni di Livorno), titolare del night Club Privè 230. Mentre la sua collaboratrice Sara Calò, 23 anni, di Santa Maria a Monte (difesa da Mario Maggiolo di Livorno), è stata sottoposta all’obbligo di dimora con permanenza in casa dalle ore 20,30 alle 7,30.

LE DINAMICHE DELLO SFRUTTAMENTO

Secondo le accuse, il reclutamento delle ragazze iniziava con la selezione su internet. Poi i quattro, che gestiscono locali diversi, uniti dal fatto che spesso usavano le stesse ragazze e la 17enne, si dedicavano a cercare case per gli incontri con i clienti.

Oltre alle intercettazioni, è risultato poi decisivo il racconto della baby squillo che ha descritto cosa avveniva nei locali: per prima cosa le ragazze dovevano abbordare i clienti invitandoli a consumare alcolici. Avevano la precisa indicazione di tollerare palpeggiamenti delle parti intime - che avvenivano in modo sistematico da parte di alcuni avventori - ed erano invitate a seguire alcuni clienti in “serate” all’esterno del locale, durante le quali consumavano prestazioni sessuali che garantivano loro maggiori guadagni.

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LE INTERCETTAZIONI

Nelle conversazioni intercettate si faceva ricorso ad un vocabolario pittoresco, in linea con i personaggi indagati, “…roba buona…bella e tanta…” che rende la cifra di quale fosse il giro d’affari dell’attività messa in piedi. La spregiudicatezza degli indagati - stando a quanto emerge dalle indagini - è dimostrata da un episodio accaduto durante le prime fase degli accertamenti successivi alla denuncia della madre della minorenne: gli investigatori, che da settimane controllavano gli indagati e la ragazzina, sono riusciti a documentare come, durante un controllo di polizia all’interno del club di Mannucci, il titolare, per evitare che la minorenne fosse identificata e scoperta, la fece uscire frettolosamente attraverso una porta sul retro e la fece nascondere all’interno del bagagliaio di una sua autovettura.

Oggi Mannucci si difende dicendo di non essere stato a conoscenza dell’età della ragazza sfruttata. Più volte Mannucci e la minore sono stati “ascoltati”. Nel corso di una telefonata l’uomo, nel confermare l’appuntamento con il cliente, parla alla ragazza del suo compenso: «Lui paga 150, poi 50 li porto io a te…». C’è poi la telefonata tra un danaroso cliente e Mannucci, nel corso della quale quest’ultimo spiegava il tariffario: «Qui facciamo un massaggio con tre diversi finali, ovviamente poi ne parliamo di persona… ci sono le tariffe base poi altre cose e si va tutto a salire… tu l’importante che ci dai l’orario, qualunque esso sia e poi ci regoliamo noi…».

Intanto il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni, ha ringraziato i carabinieri: «Voglio esprimere pubblica gratitudine alle forze dell’ordine, in particolare ai carabinieri di Lari, per l’importante operazione che hanno avviato e che ha portato a fermare un deplorevole giro di prostituzione sul nostro territorio, che ha visto coinvolta anche una ragazza di 17 anni». Un plauso particolare al maresciallo Francesco Sorbello «dal quale è partita la segnalazione e che è da sempre riferimento per la nostra comunità insieme agli altri colleghi».

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