Il dolore
Degrado e schiamazzi in Largo Fragola rossa
Residenti e commercianti protestano per il comportamento di alcuni adolescenti specialmente nel fine settimana. E c’è chi denuncia anche episodi di prepotenza
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SANTA CROCE. A prima vista il colpo d’occhio è quello di una zona curata e assolutamente vivibile, di sicuro più gradevole, almeno esteticamente, di molte altre zone di Santa Croce.
Un colpo d’occhio rafforzato anche dalla pulizia generale effettuata ieri mattina dagli operatori del Comune, che hanno restituito un po’di decoro a marciapiedi, aiuole e vialetti.
Eppure, basta parlare con residenti e commercianti per scoprire una situazione diversa, fatta di sporcizia e di maleducazione. «Basta far passare il fine settimana – dicono – e qui è di nuovo pieno di rifiuti: lattine, cartacce, coppette di gelato, una distesa di brik di tè».
Sotto accusa gruppi di ragazzi, tutti adolescenti, che da qualche tempo hanno scelto il quartiere di Verbella, lungo viale della Libertà, come punto di ritrovo per le ore serali.
È qui, infatti, nella grande piazza che prende il nome di Largo della Fragola rossa, che cittadini ed esercenti lamentano da tempo schiamazzi, sporcizia e prepotenza, insieme a una generale mancanza di rispetto verso gli altri e verso la cosa pubblica. «Sono 3-4 anni che va avanti questa situazione – raccontano gli abitanti del quartiere – Ogni mattina troviamo rifiuti in mezzo ai giardini, esattamente nei punti dove si incontrano i ragazzi, mentre la sera siamo costretti a sopportare fino a tardi schiamazzi, urla sguaiate e “sgassate” con i motorini. Negli ultimi giorni la situazione è un po’migliorata perché è ricominciata la scuola, ma il sabato e nei mesi estivi è sempre così».
Un problema di maleducazione che, come spesso accade in questi casi, si accompagna alla consueta prepotenza del branco: «Se ti permetti di dirgli qualcosa – aggiungono i cittadini – nella migliore delle ipotesi ti scherniscono o ti mandano a quel paese. Negli anni, però, non sono mancati episodi più gravi: un ragazzo che una sera si era affacciato al terrazzo dicendo di farla finita, il giorno dopo è stato accerchiato e malmenato; un’altra volta un signore ha dato in escandescenze rischiando di aggredire fisicamente uno dei giovani che facevano rumore sotto casa».
Una situazione difficile, quindi, a detta di chi ci vive e ci lavora: persone che raccontano di aver segnalato il problema anche alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale, pur nella consapevolezza di un fenomeno che riguarda l’educazione e il rispetto reciproco. Da qui l’appello a una maggiore attenzione, anche da parte delle famiglie.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un colpo d’occhio rafforzato anche dalla pulizia generale effettuata ieri mattina dagli operatori del Comune, che hanno restituito un po’di decoro a marciapiedi, aiuole e vialetti.
Eppure, basta parlare con residenti e commercianti per scoprire una situazione diversa, fatta di sporcizia e di maleducazione. «Basta far passare il fine settimana – dicono – e qui è di nuovo pieno di rifiuti: lattine, cartacce, coppette di gelato, una distesa di brik di tè».
Sotto accusa gruppi di ragazzi, tutti adolescenti, che da qualche tempo hanno scelto il quartiere di Verbella, lungo viale della Libertà, come punto di ritrovo per le ore serali.
È qui, infatti, nella grande piazza che prende il nome di Largo della Fragola rossa, che cittadini ed esercenti lamentano da tempo schiamazzi, sporcizia e prepotenza, insieme a una generale mancanza di rispetto verso gli altri e verso la cosa pubblica. «Sono 3-4 anni che va avanti questa situazione – raccontano gli abitanti del quartiere – Ogni mattina troviamo rifiuti in mezzo ai giardini, esattamente nei punti dove si incontrano i ragazzi, mentre la sera siamo costretti a sopportare fino a tardi schiamazzi, urla sguaiate e “sgassate” con i motorini. Negli ultimi giorni la situazione è un po’migliorata perché è ricominciata la scuola, ma il sabato e nei mesi estivi è sempre così».
Un problema di maleducazione che, come spesso accade in questi casi, si accompagna alla consueta prepotenza del branco: «Se ti permetti di dirgli qualcosa – aggiungono i cittadini – nella migliore delle ipotesi ti scherniscono o ti mandano a quel paese. Negli anni, però, non sono mancati episodi più gravi: un ragazzo che una sera si era affacciato al terrazzo dicendo di farla finita, il giorno dopo è stato accerchiato e malmenato; un’altra volta un signore ha dato in escandescenze rischiando di aggredire fisicamente uno dei giovani che facevano rumore sotto casa».
Una situazione difficile, quindi, a detta di chi ci vive e ci lavora: persone che raccontano di aver segnalato il problema anche alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale, pur nella consapevolezza di un fenomeno che riguarda l’educazione e il rispetto reciproco. Da qui l’appello a una maggiore attenzione, anche da parte delle famiglie.
Giacomo Pelfer
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