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Pontedera

Vaccini, parla il preside: un caso sulla pelle dei bimbi

Il dirigente scolastico contro le famiglie di due alunni che sono stati respinti «Ma anche la Asl ha sbagliato, ci ha fornito elenchi con situazioni non chiare»  

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PISA. «Forse avremmo fatto anche noi degli errori, ma credo che uno grave sia stato commesso dalla Asl, che ci ha inviato elenchi con i nomi di bambini la cui situazione vaccinale andava approfondita e non era ancora chiara e solo a due giorni dall’inizio della scuola. E poi i genitori. Noi siamo qui dal primo di agosto, perché inviare solo un giorno prima una lettera in avvocatesco in cui si dice solo di aver chiesto all’azienda sanitaria un appuntamento per avere informazioni sulle vaccinazioni e il percorso di prenotazione. Nella vita le battaglie politiche e ideologiche si possono anche fare, ma io non le farei sulla pelle dei miei figli».

È amareggiato Alessandro Salerni, dirigente dell’Istituto comprensivo Settesoldi di Vecchiano. Due dei tre casi di bambini non accettati a scuola a causa di situazioni “vaccinali” da chiarire registrati in provincia sono piombati sulla sua scrivania per due bimbi iscritti alla materna di Nodica. Insieme a quello di Montopoli, ieri hanno fatto scattare un piccolo allarme fra i dirigenti del territorio, che si sono riuniti a Pisa per decidere come trattare casi simili. Secondo l’Asl la provincia di Pisa è una di quelle con più bambini non vaccinati, insomma che rischiano di violare il decreto Lorenzin. Qui in fondo i comitati NoVax hanno attecchito più che altrove, anche per la presenza di alcuni pediatri storicamente legati al movimenti promotori della libertà vaccinale. Ma in questi tre casi i genitori non si sono presentati a scuola pretendendo di far entrare bambini che non vogliono vaccinare, ma sostenendo di aver chiesto alla Asl informazioni. «Da noi – sostiene Salerni – sono arrivati il 14 con una lettera dell’avvocato. Ci chiedevano di voler evitare che i figli si sentissero degli esclusi, e sono d’accordo. Il compito della scuola è l’inclusione. Ma credo sarebbe stato peggio doverli cacciare dopo 4 o 5 giorni alla fine delle verifiche dell’Asl. Per questo abbiamo chiesto alle famiglie di tenerli a casa in attesa delle verifiche. Credevo che sarebbe potuta diventare una notizia solo a quel punto, evidentemente si è cercato di creare un caso. Ma anche la Asl ha delle responsabilità».

La lettera con cui l’azienda sanitaria comunicava alle scuole gli elenchi dei bambini in regole e quelli di chi non lo era è arrivata a Vecchiano solo il 13 settembre. Secondo la Regione, serviva ad evitare alle famiglie di presentare un’autocertificazione. «Sì, solo che per la legge – dice Salerni – si possono autocertificare due cose: o che si è in regola o che si è prenotato un appuntamento per fare le vaccinazioni. Invece la Asl ci ha fornito una lista in cui per alcuni bambini la situazione era da approfondire. E “nelle more delle verifiche” noi avremmo dovuto chiedere l’autocertificazione. Ma di cosa? Come al solito, hanno scaricato il barile sulle scuole».

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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