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Pontedera

Borse di studio “Taddei” tre le giovani premiate

Borse di studio “Taddei” tre le giovani premiate

All’Istituto Pesenti la cerimonia nel ricordo della ragazza morta in un incidente Per la prima volta c’è stato un ex aequo, il numero dei riconoscimenti è cresciuto

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CASCINA. Tre premiate per le borse di studio “Sara Taddei” , assegnate agli studenti con le medie voto più alte tra gli iscritti al primo anno dell’Istituto Antonio Pesenti. In questa edizione si è anche registrato, per la prima volta, un ex aequo: per il 2017 il numero dei premiati, anzi delle premiate, è passato da due a tre. Il riconoscimento ha confermato così la declinazione al femminile: nel corso degli anni, sui circa quaranta riconoscimenti assegnati, sono stati pochissimi i ragazzi vincitori.

I nomi di quest’anno arrivano dal Liceo scientifico internazionale. Elizabeth Cotrozzi, studentessa del corso I, ha ottenuto la media più alta tra gli iscritti al primo anno della scuola, mentre Martina Iacoponi e Alice Ricolli, rispettivamente del corso A e del corso I, sono risultate seconde a pari merito. Nella valutazione che riunisce il punteggio finale di terza media, i risultati del primo trimestre e lo scrutinio finale le tre ragazze hanno raggiunto 29, 50 e 27, 90 punti.

Alla cerimonia di consegna delle borse, insieme alla dirigente scolastica Ivana Carmen Katy Savino, hanno partecipato i familiari di Sara, la studentessa del pesenti tragicamente scomparsa nel 1997 in un incidente stradale all’età di 15 anni.

«Il riconoscimento rappresenta un incitamento allo studio – ha spiegato la dirigente del Pesenti – Questa cerimonia, che apre il nostro anno scolastico, è diventata una vera e propria tradizione. Un momento significativo per i ragazzi iscritti al primo anno, anche per entrare in contatto con una parte della nostra storia scolastica».

Marco Taddei, babbo di Sara, ha confermato le ragioni dell’istituzione delle borse: «Ricordando Sara abbiamo anche voluto dare un obiettivo ai ragazzi che iniziano le superiori. Il premio rappresenta uno stimolo alla partenza di un percorso, ma non sono certo un giudizio sulla carriera scolastica futura. Io stesso a scuola non ero un fenomeno, anzi la passione per il calcio mi portava a studiare poco. Ho giocato anche con Giovanni Galli, portiere del Milan e della Nazionale, poi un infortunio al ginocchio mi costrinse a lasciare l’attività sportiva. Dopo l’operazione chirurgica decisi di iscrivermi a Medicina, malgrado venissi da un istituto tecnico. Oggi sono primario in una struttura ospedaliera a Pisa segno che serietà e determinazione possono portare a risultati inattesi». Marco e Tania, mamma di Sara, pensano già alla prossima edizione: «Vorremmo realizzare una pubblicazione sulla storia della borsa di studio, con una presentazione di tutti i premiati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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