Sicurezza
Tmm, gli operai bloccano camion diretti alla Piaggio
di Danilo Renzullo
Nuova protesta dei lavoratori dell’azienda dell’indotto che non si arrendono alla prospettiva di perdere il posto con la chiusura dello stabilimento
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PONTEDERA. In attesa di una soluzione, proseguono le proteste degli operai Tmm a rischio licenziamento. Ieri mattina, con un blocco stradale, i lavoratori dell’azienda dell’indotto Piaggio hanno paralizzato la circolazione dei mezzi pesanti nella zona industriale di Pontedera, bloccando in particolare i camion e i tir diretti ai magazzini della fabbrica delle due ruote.
Ennesima dimostrazione per manifestare ancora una volta quella “rabbia” scoppiata oltre un mese fa quando la Csl di Torino, controllante dell’azienda che produce marmitte per moto e scooter, ha “blindato” i cancelli dello stabilimento con catene e lucchetti e avviato l’iter di liquidazione della società e aperto una procedura di licenziamento collettiva per gli 85 operai impiegati nella fabbrica di viale Africa.
La vertenza, dopo la trattativa avviata tra il liquidatore Roberto Dell’Omodarme e i rappresentanti sindacali, l’unità di crisi attivata dalla Regione Toscana e il tavolo ministeriale convocato dal Mise, non ha trovato ancora uno sbocco positivo.
Nonostante l’interesse manifestato da alcuni imprenditori (tra cui un gruppo cinese) non è stata ancora concretizzata alcuna proposta di acquisto che potrebbe salvare il futuro della fabbrica dell’indotto Piaggio e i suoi operai.
Sindacati e istituzioni si ritroveranno al ministero dello Sviluppo Economico il prossimo 21 settembre per fare il punto sulla vertenza e valutare le eventuali vie d’uscita per la vertenza che si concluderà tra circa due mesi con la chiusura dello stabilimento e il licenziamento dell’intera forza lavoro.
All’incontro, il viceministro Teresa Bellanova ha chiesto con forza anche la presenza dei rappresentanti della Csl di Torino, che non hanno partecipato al primo tavolo convocato dal Mise. Quattro giorni dopo (il 25 settembre) i rappresentanti sindacali e il liquidatore Dell’Omodarme siederanno all’ultimo tavolo della trattativa previsto dall’iter. Poi la vertenza, dalla sede sindacale, passerà in Provincia.
Prosegue intanto il presidio permanente allestito dai lavoratori all’esterno dello stabilimento per mantenere viva l’attenzione sulla vertenza.
Dopo i danni provocati dal nubifragio che sabato scorso si è abbattuto anche su Pontedera, martedì scorso sono arrivati in viale Africa nuove tende e gazebo che serviranno a rinforzare il presidio e a fronteggiare eventuali nuovi temporali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ennesima dimostrazione per manifestare ancora una volta quella “rabbia” scoppiata oltre un mese fa quando la Csl di Torino, controllante dell’azienda che produce marmitte per moto e scooter, ha “blindato” i cancelli dello stabilimento con catene e lucchetti e avviato l’iter di liquidazione della società e aperto una procedura di licenziamento collettiva per gli 85 operai impiegati nella fabbrica di viale Africa.
La vertenza, dopo la trattativa avviata tra il liquidatore Roberto Dell’Omodarme e i rappresentanti sindacali, l’unità di crisi attivata dalla Regione Toscana e il tavolo ministeriale convocato dal Mise, non ha trovato ancora uno sbocco positivo.
Nonostante l’interesse manifestato da alcuni imprenditori (tra cui un gruppo cinese) non è stata ancora concretizzata alcuna proposta di acquisto che potrebbe salvare il futuro della fabbrica dell’indotto Piaggio e i suoi operai.
Sindacati e istituzioni si ritroveranno al ministero dello Sviluppo Economico il prossimo 21 settembre per fare il punto sulla vertenza e valutare le eventuali vie d’uscita per la vertenza che si concluderà tra circa due mesi con la chiusura dello stabilimento e il licenziamento dell’intera forza lavoro.
All’incontro, il viceministro Teresa Bellanova ha chiesto con forza anche la presenza dei rappresentanti della Csl di Torino, che non hanno partecipato al primo tavolo convocato dal Mise. Quattro giorni dopo (il 25 settembre) i rappresentanti sindacali e il liquidatore Dell’Omodarme siederanno all’ultimo tavolo della trattativa previsto dall’iter. Poi la vertenza, dalla sede sindacale, passerà in Provincia.
Prosegue intanto il presidio permanente allestito dai lavoratori all’esterno dello stabilimento per mantenere viva l’attenzione sulla vertenza.
Dopo i danni provocati dal nubifragio che sabato scorso si è abbattuto anche su Pontedera, martedì scorso sono arrivati in viale Africa nuove tende e gazebo che serviranno a rinforzare il presidio e a fronteggiare eventuali nuovi temporali.
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