Il dolore
l’evento
Si gira un film dedicato a Leonardo
Giornate di riprese per l’attore e regista Massimilano Finazzer Flory
2 MINUTI DI LETTURA
VINCI. Giornate di riprese nei giorni scorsi ad Anchiano e al Museo Leonardiano di Vinci per Massimiliano Finazzer Flory e il “suo” Leonardo. L'attore e regista milanese, dopo aver scritto e interpretato il grande Genio nello spettacolo teatrale “Essere Leonardo da Vinci. Un'intervista impossibile”, che ha girato il mondo intero negli ultimi due anni, ha deciso di fare il salto sul grande schermo. Dalla pièce, infatti, verrà tratto un film che avrà due versioni, un corto e un lungometraggio: il primo parteciperà ai più importanti festival internazionali, a cominciare dal Tribeca Film Festival 2018 e a seguire nelle più importanti città americane; il secondo uscirà, con distribuzione internazionale, nel 2019, in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo.
«Il film - spiega Finazzer Flory - si muove da un’idea: che la cultura debba totalizzare il maggior numero di contributi artistici secondo una sequenza inaspettata ma emozionale. Dunque, sette arti per un film in nome di Leonardo. Il cinema è arte. Il cinema è tecnica. Dove il tempo si dissolve tra storia e immaginazione. Leonardo avrebbe amato il cinema. Stiamo girando il film seguendo le indicazioni del genio di Vinci attraverso i moti dell’animo, tra le luci e le ombre della natura».
La pellicola, diretta da Filippo Cavalca, utilizza il linguaggio autentico di Leonardo e ha set e scenografie vere e uniche al mondo, capaci di offrire credibilità ed emozioni. Le riprese sono iniziate ad agosto a New York e hanno avuto come sfondo prestigiose sedi come la Morgan Library e la Public Library che contengono un Codice leonardesco. In settembre sono state realizzate a Vinci nel Museo Leonardiano, nella casa dove Leonardo è nato e a Clos Lucé in Francia dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, ad Amboise nel Castello dove vi è ancora la sua tomba. Poi sarà la volta di Milano e dei sui suoi orti, rivivendo, attraverso la Biblioteca Ambrosiana, gli spazi e gli spiriti del suo soggiorno milanese. Da questo punto di vista la collaborazione con il Comune di Vinci, la Regione Lombardia e la Regione della Loira con Atout France contribuisce a dare un senso istituzionale all’opera cinematografica.
«Il film - spiega Finazzer Flory - si muove da un’idea: che la cultura debba totalizzare il maggior numero di contributi artistici secondo una sequenza inaspettata ma emozionale. Dunque, sette arti per un film in nome di Leonardo. Il cinema è arte. Il cinema è tecnica. Dove il tempo si dissolve tra storia e immaginazione. Leonardo avrebbe amato il cinema. Stiamo girando il film seguendo le indicazioni del genio di Vinci attraverso i moti dell’animo, tra le luci e le ombre della natura».
La pellicola, diretta da Filippo Cavalca, utilizza il linguaggio autentico di Leonardo e ha set e scenografie vere e uniche al mondo, capaci di offrire credibilità ed emozioni. Le riprese sono iniziate ad agosto a New York e hanno avuto come sfondo prestigiose sedi come la Morgan Library e la Public Library che contengono un Codice leonardesco. In settembre sono state realizzate a Vinci nel Museo Leonardiano, nella casa dove Leonardo è nato e a Clos Lucé in Francia dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, ad Amboise nel Castello dove vi è ancora la sua tomba. Poi sarà la volta di Milano e dei sui suoi orti, rivivendo, attraverso la Biblioteca Ambrosiana, gli spazi e gli spiriti del suo soggiorno milanese. Da questo punto di vista la collaborazione con il Comune di Vinci, la Regione Lombardia e la Regione della Loira con Atout France contribuisce a dare un senso istituzionale all’opera cinematografica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
