Toscana
Novicrom, 70 anni di innovazione e sfide sui mercati
di TOMMASO SILVI
Nata grazie a Iliano Parrini, l’azienda fabbrica componenti per l’industria aeronautica, elicotteristica e aerospaziale
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La seconda guerra mondiale è terminata da un paio d’anni e Pontedera prova a rialzare la testa. Gli edifici portano ancora i segni del conflitto, ma la voglia di ricominciare è più forte della devastazione delle bombe. In via Veneto, un signore con la passione per l’artigianato e due mani di velluto comincia a riparare tutto ciò che la gente gli consegna: utensili per la casa, pezzi di telaio di biciclette e qualsiasi altro oggetto bisognoso di una sistemata. Lavora bene, Iliano Parrini: è preciso, scrupoloso, puntuale nelle consegne. Su di lui posa gli occhi la Piaggio, che gli commissiona alcuni lavori.
La collaborazione tra l’artigiano di via Veneto e il colosso motoristico va avanti per qualche anno poi, nel 1953, Iliano sceglie di abbracciare il settore della meccanica di precisione, non limitandosi al rapporto con Piaggio. Una decisione che, all’epoca, sfiorava la pazzia.
Ma a distanza di 64 anni, mentre alcune aziende dell’indotto devono fare i conti con la crisi, l’intuizione di Iliano si è sviluppata nella Costruzioni Novicrom, azienda che dà lavoro a 95 persone e ha rapporti con le più grandi firme dell’automobilismo. E non solo, dato che dallo stabilimento nella zona industriale La Bianca passano anche tutti i motori degli elicotteri Agusta perché «siamo gli unici in Italia che abbiamo l’abilitazione per la ricognizione. Arrivano blocchi che hanno affrontato molte ore di volo – spiega Sara Gentile, figlia di Francesco, titolare della Novicrom – e noi li riportiamo alle condizioni di partenza. Come nuovi».
Iliano Parrini era il suocero di Francesco Gentile, che oggi ricorda ancora i consigli dell’artigiano: «Mi disse che l’azienda vuole sempre vedere in faccia il padrone e che i ricavi vanno investiti. I soldi in tasca devono essere quelli sufficienti per una vita dignitosa, tutto il resto deve servire per lo sviluppo della ditta».
Componenti di auto, aerei, moto. La Novicrom crea un prototipo e lo consegna ai suoi partner commerciali, che ne avviano la produzione in larga scala. E mentre Francesco Gentile gira per i reparti della fabbrica, afferra da un tavolo un blocco di metallo scintillante: «Questo è il motore di un esemplare da corsa di una nota casa motociclistica, che partecipa anche a competizioni famose. Nel cuore della moto – dice con comprensibile orgoglio – ci siamo anche e soprattutto noi».
Ma come si fa a reggere i colpi della crisi economica? «Li abbiamo sentiti bene anche noi, non siamo diversi dalle altre realtà produttive. Ci siamo difesi puntando sulla specializzazione. Tutti i dipendenti hanno un diploma, la maggior parte una laurea. Le macchine – prosegue Gentile – sono di altissima precisione perché ci occupiamo anche di motori per mezzi aerospaziali».
Chi apre la porta della Novicrom si imbatte in un grande marchingegno esposto a fianco dell’ingresso. Gentile spiega cosa sta dietro quel gigante di ferro e quasi si commuove: «Tutto è iniziato da qui. Questo macchinario, nel 1947, ha dato il via alla nostra storia. Lo utilizzava mio suocero per i suoi lavori: è vecchio, ma ha tutte le funzioni delle macchine moderne. Per poco non finiva in discarica, menomale sono riuscito a salvarlo».
Settant’anni di attività alle spalle e tante sfide all’orizzonte. Da vivere come una famiglia, perché anche questa è una peculiarità della Novicrom: «In settant’anni abbiamo sempre messo i nostri dipendenti al primo posto. Loro sono l’azienda e nel nostro stabilimento devono sentirsi a casa. Dietro a ognuno di loro – continua Gentile – si nasconde una storia, una famiglia, dei sogni e delle preoccupazioni. Qui devono sentirsi al sicuro».
Anche perché tra i consigli dell’artigiano di via Veneto ce n’era anche uno che Gentile ha preso alla lettera fin da subito: «Fornitori e dipendenti prima di tutto. L’azienda è una creatura da preservare e irrobustire, con sacrificio e passione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La collaborazione tra l’artigiano di via Veneto e il colosso motoristico va avanti per qualche anno poi, nel 1953, Iliano sceglie di abbracciare il settore della meccanica di precisione, non limitandosi al rapporto con Piaggio. Una decisione che, all’epoca, sfiorava la pazzia.
Ma a distanza di 64 anni, mentre alcune aziende dell’indotto devono fare i conti con la crisi, l’intuizione di Iliano si è sviluppata nella Costruzioni Novicrom, azienda che dà lavoro a 95 persone e ha rapporti con le più grandi firme dell’automobilismo. E non solo, dato che dallo stabilimento nella zona industriale La Bianca passano anche tutti i motori degli elicotteri Agusta perché «siamo gli unici in Italia che abbiamo l’abilitazione per la ricognizione. Arrivano blocchi che hanno affrontato molte ore di volo – spiega Sara Gentile, figlia di Francesco, titolare della Novicrom – e noi li riportiamo alle condizioni di partenza. Come nuovi».
Iliano Parrini era il suocero di Francesco Gentile, che oggi ricorda ancora i consigli dell’artigiano: «Mi disse che l’azienda vuole sempre vedere in faccia il padrone e che i ricavi vanno investiti. I soldi in tasca devono essere quelli sufficienti per una vita dignitosa, tutto il resto deve servire per lo sviluppo della ditta».
Componenti di auto, aerei, moto. La Novicrom crea un prototipo e lo consegna ai suoi partner commerciali, che ne avviano la produzione in larga scala. E mentre Francesco Gentile gira per i reparti della fabbrica, afferra da un tavolo un blocco di metallo scintillante: «Questo è il motore di un esemplare da corsa di una nota casa motociclistica, che partecipa anche a competizioni famose. Nel cuore della moto – dice con comprensibile orgoglio – ci siamo anche e soprattutto noi».
Ma come si fa a reggere i colpi della crisi economica? «Li abbiamo sentiti bene anche noi, non siamo diversi dalle altre realtà produttive. Ci siamo difesi puntando sulla specializzazione. Tutti i dipendenti hanno un diploma, la maggior parte una laurea. Le macchine – prosegue Gentile – sono di altissima precisione perché ci occupiamo anche di motori per mezzi aerospaziali».
Chi apre la porta della Novicrom si imbatte in un grande marchingegno esposto a fianco dell’ingresso. Gentile spiega cosa sta dietro quel gigante di ferro e quasi si commuove: «Tutto è iniziato da qui. Questo macchinario, nel 1947, ha dato il via alla nostra storia. Lo utilizzava mio suocero per i suoi lavori: è vecchio, ma ha tutte le funzioni delle macchine moderne. Per poco non finiva in discarica, menomale sono riuscito a salvarlo».
Settant’anni di attività alle spalle e tante sfide all’orizzonte. Da vivere come una famiglia, perché anche questa è una peculiarità della Novicrom: «In settant’anni abbiamo sempre messo i nostri dipendenti al primo posto. Loro sono l’azienda e nel nostro stabilimento devono sentirsi a casa. Dietro a ognuno di loro – continua Gentile – si nasconde una storia, una famiglia, dei sogni e delle preoccupazioni. Qui devono sentirsi al sicuro».
Anche perché tra i consigli dell’artigiano di via Veneto ce n’era anche uno che Gentile ha preso alla lettera fin da subito: «Fornitori e dipendenti prima di tutto. L’azienda è una creatura da preservare e irrobustire, con sacrificio e passione».
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