Il Tirreno

Pontedera

«Disumano scagliarsi contro i migranti», don Cristiani si sfoga

«Disumano scagliarsi contro i migranti», don Cristiani si sfoga

Il fondatore di Shalom ha tuonato contro le farneticazioni sui social durante la cena solidale de “La prova dei cuochi”

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PONTEDERA. Ha tuonato contro le farneticazioni e la disumanità dilaganti ultimamente sui social, a cui è strettamente connesso il concreto rischio di scatenare e fomentare i razzismi. «È assurdo continuare a parlare di invasione a proposito dei migranti».

Si è lasciato andare ad uno sfogo monsignor Andrea Cristiani, fondatore del movimento Shalom, durante la serata dedicata alla onlus che ha avuto luogo l’altra sera al club enogastronomico “Il Cavatappi”. Si trattava dell’undicesima edizione dell’iniziativa “La prova dei cuochi - Memorial Emanuele Belluoccio”, organizzata per raccogliere fondi per il progetto solidale di Shalom “Borsa di studio per giovani del Burkina Faso”. In sala a fare da camerieri un gruppo di giovani migranti. È a loro che monsignor Cristiani ha voluto dedicato una riflessione. «Tutti avete modo di vedere – ha detto rivolgendosi ai 130 commensali – quanto s’impegnano e quanto siano bravi. Non sono studenti usciti dall’Alberghiero, bensì sono ragazzi venuti coi barconi. E noi li vorremmo ricacciare? Bisogna invece benedirli, noi che siamo da sempre una nazione di emigranti. Intorno a noi crescono l’odio ostinato e la demenzialità, che non ci fanno riflettere e non ci consentono di leggere la realtà. Prima abbiamo trattato il continente africano come un forziere, prelevando oro, petrolio e diamanti, ora lo stiamo affamando. Chi parla dei flussi migratori come un’invasione si dovrebbe vergognare».

A monsignor Cristiani chiedono un’opinione sulla moschea a Pisa. La risposta è in poche ma significative parole: «La nostra bussola – ha affermato il fondatore di Shalom – deve essere rappresentata dalla salvaguardia dei diritti umani, fra cui c’è ovviamente la libertà di coscienza e di religione. La moschea è da intendere come un’opportunità di confronto e di crescita culturale. Oggi non c’è altra strada da percorrere se non quella del dialogo, della comprensione e della reciprocità».

Le parole di monsignor Cristiani sono state la degna cornice di una serata totalmente all’insegna della solidarietà, in cui i protagonisti sono stati i cuochi impegnati ai fornelli (Luciano Zazzeri, Gilberto Rossi, Michela Passetti, Angelo Belluoccio e Paolo Gazzarrini) e i produttori che hanno fornito gli ingredienti e i vini, come le aziende Caseificio Busti, Pasta Martelli, Olio Col di Conca, Fattoria Montellori di Fucecchio, Tenuta Torre a Cenaia e Fattoria Degli Azzoni di Pontedera. Da sottolineare l’impegno e il sostegno della coop “Gli ortolani coraggiosi” di Fucecchio, il cui fondatore Marino Lupi ha sottolineato la propria “mission” rivolta a giovani soggetti svantaggiati: «I ragazzi che sono con noi – ha evidenziato – non sono degli oggetti da medicare. Devono essere visti e trattati come persone in cerca di aiuti per arrivare ad una vita libera, affrancata dalle disabilità. E ci stanno riuscendo, grazie anche alla qualità dei prodotti che coltivano e fanno arrivare sulle nostre tavole».

Alla cena solidale, curata dall’enogastronomo Enrico Bimbi, hanno preso parte anche la vicesindaca di Pontedera Angela Pirri e il consigliere regionale Andrea Pieroni.

Cristiano Marcacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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