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Dalla Berretti del Pontedera al Tuttocuoio

Dalla Berretti del Pontedera al Tuttocuoio

Il giovane amava il calcio più di ogni altra cosa. Rinviata la partita di oggi contro la Colligiana

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PONTE A EGOLA. Un silenzio assordante abbraccia il mondo del calcio. Sono molti i dirigenti e gli allenatori che Lorenzo Burgalassi, il 18enne di Lorenzana strappato alla vita da una terribile malattia, ha incrociato durante la sua carriera. Viareggio, Lucchese, Pontedera, poi la prima avventura con i grandi, al Tuttocuoio, in serie D. Timido nella vita, un leone sul terreno di gioco.

Lorenzo al centro della difesa tirava fuori una grinta eccezionale, che qualche anno fa colpì il responsabile del settore giovanile del Pontedera, Daniele Zini: «Era già stato fermo a causa di un problema fisico, un paio di anni fa, ma aveva trovato la forza di ricominciare e lo aveva fatto alla grande. A Pontedera ha giocato nell’Under 17 e in Berretti. Bel giocatore e ragazzo d’oro. Non posso credere che non sia più con noi».

Sgomento e dolore anche in casa Tuttocuoio: coi neroverdi Lorenzo era andato in panchina a Lentigione, in Emilia, dieci giorni fa, nella prima giornata di campionato: «Da quando era stato ricoverato – dice la presidentessa del Tuttocuoio, Paola Coia – il pensiero di tutti è stato rivolto a lui. Per i ragazzi è stata dura andare negli spogliatoi e vedere tutto il suo vestiario accanto a loro. Abbiamo chiesto e ottenuto il rinvio della partita di domani (oggi, nda) contro la Colligiana. Lo abbiamo fatto in segno di rispetto verso Lorenzo e la sua famiglia. E poi siamo tutti sconvolti e nessuno avrebbe avuto la testa per scendere in campo».

Paola Coia conosceva Lorenzo da tempo. In estate, una volta passata al timone della società, l’imprenditrice calabrese aveva fortemente voluto Burgalassi in squadra: «Lo conoscevo da quattro anni, fin da quando giocava nella Lucchese. Gli ho chiesto di venire al Tuttocuoio e lui ha condotto da solo la trattativa con il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini, a testimonianza della sua determinazione. Amava il calcio più di ogni altra cosa, mi hanno detto che ne ha parlato a lungo anche in ospedale. La famiglia mi ha comunicato che ha intenzione di accompagnarlo nel suo ultimo viaggio con la maglia numero 13 neroverde, quella che aveva scelto per questa stagione».

Incredulo il tecnico del Tuttocuoio, Davide Mezzanotti: «La morte di Lorenzo è un trauma tremendo. Era un ragazzo fantastico, favoloso, si è impegnato tantissimo in preparazione e si sentiva nitida la sua voce a comandare la difesa. Il pensiero va ai genitori. Non ci sono parole per descrivere questi momenti, l’unica cosa da fare è stare vicini alle famiglia». E un pensiero per Lorenzo arriva anche da Iacopo Anichini, suo compagno di squadra: «Ci siamo conosciuti in estate e siamo stati insieme un paio di settimane per 8-9 ore al giorno, durante gli allenamenti e nel tempo libero. Era il più piccolo della squadra, ma ha subito saputo farsi voler bene da tutti».

Tommaso Silvi

Stefano Scarpetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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