Il Tirreno

Pontedera

TRIONFA SANTO STEFANO

di GIACOMO PELFER
TRIONFA SANTO STEFANO

Non è bastata la pioggia a fermare le frecce degli arcieri di Montopoli: veloci e precise come sempre, anche sotto le gocce di un autentico diluvio. È stata senza dubbio una disfida diversa dal...

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Non è bastata la pioggia a fermare le frecce degli arcieri di Montopoli: veloci e precise come sempre, anche sotto le gocce di un autentico diluvio. È stata senza dubbio una disfida diversa dal solito quella disputata domenica in piazza 2 Giugno, al termine di due giorni di rievocazione medievale accompagnati dal maltempo. Un cielo implacabile, ma che non ha scalfito la determinazione dei tanti volontari della Pro loco montopolese: giovani e meno giovani impegnati tutto l’anno in una tradizione che prosegue ormai da 44 edizioni. E la gratificazione più grande, secondo la neopresidente Serena Nazzi, è stata proprio l’immagine dei visitatori che, nonostante tutto, hanno continuato ad arrivare in paese armati di ombrello e impermeabile. «A dimostrazione di quanto i cittadini siano affezionati a questa festa», ha commentato Nazzi a fine giornata, ormai bagnata fradicia, dopo una disfida con l’arco disputata per lunghi tratti sotto la pioggia. Alla fine, quindi, esplode la festa di tutta Montopoli, anche se a trionfare nell’antica arte dell’arco è il popolo del Perinsù. La contrada biancorossa di Santo Stefano si aggiudica la 44esima edizione con un punteggio di 105 contro i 78 dei rivali gialloneri del Peringiù, il quartiere di San Giovanni. Capitanata dal veterano Graziano Terreni, la squadra del Perinsù era composta da Giovanni Sollai, Veronica Borgoni, Milena Pedrotti e Stefano Lelli, quest’ultimo (artefice di 24 punti) premiato per il secondo anno consecutivo come miglior arciere nella classifica individuale. La disfida, però, è stata solo il momento conclusivo di un appuntamento che ha riportato Montopoli indietro nel tempo, con la consueta accuratezza dei dettagli e dei costumi, insieme al coinvolgimento di un intero paese chiamato una volta l’anno a vestire i panni dei propri antenati. Un’occasione per rivivere il passato, a cominciare da quel 1412 in cui il podestà Jacopo Degli Albizzi decise di mettere fine alle dispute per le cariche pubbliche abolendo la vecchia suddivisione in terzieri. Da lì l’istituzione dei due popoli di Santo Stefano e San Giovanni, chiamati ciascuno a difendere il castello con i propri arcieri, messa in scena durante la manifestazione dalla compagnia teatrale “No Grazie”. Il tutto accompagnato dalle botteghe, dal mercato dell’epoca e dall’accampamento militare, insieme all’esibizione degli artisti di strada, dei falconieri e del gruppo di danza storica di Montopoli, messi in scena più volte, fra sabato e domenica, non appena la pioggia lasciava un po’di tregua alla manifestazione. Due giorni scanditi senza sosta dal gruppo musici e dagli sbandieratori del gruppo storico di Montopoli: tamburi, chiarine e flauti che hanno accompagnato figuranti e arcieri per le vie del castello. Un centro storico per la prima volta accessibile senza biglietto, dopo la scelta dell’ingresso a offerta alla luce delle nuove disposizioni sulla sicurezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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