Il Tirreno

Pontedera

Per i dipendenti Tuodì slitta la cassa integrazione

di Danilo Renzullo
Per i dipendenti Tuodì slitta la cassa integrazione

L’ammortizzatore sociale sarebbe dovuto scattare lo scorso 8 settembre Prosegue l’azione contro i licenziamenti Gimar. La Uiltucs: «Sono illegittimi» 

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PONTEDERA. L’obiettivo è adesso coinvolgere anche le aziende dell’indotto. Circa quattromila dipendenti in tutta Italia, centinaia in provincia di Pisa, finiti nel vortice della crisi Tuodì, la catena di discount in concordato in continuità aziendale.

Decisivo potrebbe essere l’incontro del prossimo 19 settembre al ministero dello Sviluppo Economico, dove i sindacati e i rappresentati ministeriali cercheranno di mettere sul tavolo una soluzione per salvaguardare il futuro dei dipendenti della catena della grande distribuzione e quelli dell’indotto.

L’azione dei rappresentanti sindacali si muove però anche su un altro fronte con la vertenza Gimar, l’azienda che ha rilevato un ramo d’azienda della Tuodì in Toscana, ma contemporaneamente ha mandato a casa quasi ottanta lavoratori in molti punti vendita della regione. Tra questi anche alcuni impiegati nei supermercati di Pontedera e Cascina. «Licenziamenti illegittimi», tuona la Uiltucs. «L’azienda non ha aperto una procedura di licenziamento collettivo, ma inviato delle semplici lettere individuali mentre i lavoratori erano in ferie forzate», prosegue il sindacato.

In molti hanno deciso di impugnare il provvedimento. Altri sono pronti a farlo.

L’incontro al ministero del Lavoro dello scorso 4 settembre ha segnato una sorta di solco nella crisi della società della grande distribuzione, che vanta oltre quattrocento insegne in Italia. O almeno, vantava. Sul territorio nazionale, la società ha deciso di chiudere 123 punti vendita e di chiedere l’attivazione della cassa integrazione a zero ore per circa 640 addetti. Ottenuta ad inizio di settembre, quando l’ammortizzatore sociale è stato concesso con un accordo sottoscritto nell’ambito del tavolo attivato al ministero del Lavoro. La cassa integrazione sarebbe dovuta scattare lo scorso 8 settembre, ma i sindacati e i lavoratori sono ancora in attesa delle comunicazioni sull’organizzazione che la società dovrebbe mettere nero su bianco. Per tutti i lavoratori rimasti alle dipendenze di Tuodì sarà attivata la cassa integrazione al 20% a rotazione. Tra questi anche i 15 lavoratori dislocati tra i punti vendita di Lari e Pisa.

Prosegue invece la vertenza contro i licenziamenti comunicati lo scorso giugno dalla società Gimar di Pontedera, che gestiva un gran numero di banchi gastronomia e macelleria all’interno dei punti vendita Tuodì in Toscana. Quasi ottanta i lavoratori in esubero dichiarati dall’azienda, tra cui quattro tra Pontedera e Cascina. «Sono illegittimi - accusa la Uiltucs -. La società non ha aperto una procedura di licenziamento collettivo, ma ha inviato singole lettere ai lavoratori durante un periodo di ferie forzate».

Un periodo di “vacanze” che sarebbe dovuto servire a superare i problemi tra le due società (Gimar e Tuodì, legate soprattutto ai problemi di quest’ultima a reperire le materie prime da esporre sugli scaffali dei supermercati). Molti hanno già impugnato il provvedimento, altri sono pronti a farlo.

La società pontederese ha intanto rilevato il ramo d’azienda Tuodì per i punti vendita di Pontedera e Cascina, gli unici della catena che per il momento funzionano a pieno regime. Gli scaffali dei discount di Pisa e Lari continuano infatti a rimanere semivuoti.

I sindacati, in attesa dell’attivazione della cassa integrazione per i dipendenti Tuodì, hanno chiesto di convocare anche tutte le aziende dell’indotto per cercare di salvaguardare il futuro di circa quattromila dipendenti su tutto il territorio nazionale. Per il futuro della catena di discount e dei suoi dipendenti, il ministero del Lavoro ha invece chiesto un piano di risanamento che, per il momento, non è ancora stato stilato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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