Sicurezza
federica grassini (confcommercio)
«Va rispettata la scadenza del 15 per riaprire il ponte»
CASCINA. Rispettare la scadenza del 15 settembre per la riapertura: è questa la richiesta della presidente di ConfcommercioPisa, Federica Grassini, al Comune di Cascina e alla Provincia di Pisa che...
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CASCINA. Rispettare la scadenza del 15 settembre per la riapertura: è questa la richiesta della presidente di ConfcommercioPisa, Federica Grassini, al Comune di Cascina e alla Provincia di Pisa che ha la titolarità dei lavori: «La riapertura del ponte di Zambra, rispettando la scadenza prevista, è molto importante sia per ripristinare la normale viabilità al servizio dei cittadini, sia per le imprese e le attività commerciali dell’intera zona».
Il ponte si trova a cavallo dei territori di Cascina e Vicopisano.
«Abbiamo fatto un rapido sondaggio presso le imprese più vicine – spiega la leader di ConfcommercioPisa – e abbiamo constatato che, seppur a macchia di leopardo, e considerando che molte di queste erano chiuse per ferie, non sono poche le attività commerciali che hanno registrato un sensibile calo dei fatturati, dovuto proprio alla chiusura del ponte. Facendo una media, parliamo di un meno 20%-30%, mancati incassi che incidono molto pesantemente sul bilancio finale delle aziende, considerando la fatica che molte di loro fanno per tenere i bilanci in ordine. Insomma, anche un giorno in più può fare la differenza e nessuno può permettersi di non lavorare durante i decisivi mesi autunnali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il ponte si trova a cavallo dei territori di Cascina e Vicopisano.
«Abbiamo fatto un rapido sondaggio presso le imprese più vicine – spiega la leader di ConfcommercioPisa – e abbiamo constatato che, seppur a macchia di leopardo, e considerando che molte di queste erano chiuse per ferie, non sono poche le attività commerciali che hanno registrato un sensibile calo dei fatturati, dovuto proprio alla chiusura del ponte. Facendo una media, parliamo di un meno 20%-30%, mancati incassi che incidono molto pesantemente sul bilancio finale delle aziende, considerando la fatica che molte di loro fanno per tenere i bilanci in ordine. Insomma, anche un giorno in più può fare la differenza e nessuno può permettersi di non lavorare durante i decisivi mesi autunnali».
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