Sicurezza
storia a lieto fine: il grazie della madre
Il paese si mobilita per ritrovare il bimbo scomparso
CASCINA. Una mobilitazione popolare per ritrovare il bambino che si era momentaneamente allontanato dalla mamma. È accaduto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in una frazione del comune di...
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CASCINA. Una mobilitazione popolare per ritrovare il bambino che si era momentaneamente allontanato dalla mamma. È accaduto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in una frazione del comune di Cascina.
Lui, un bambino di 7 anni, era in casa a guardare la tv. «Gli ho detto che sarei andata in giardino a dare da mangiare al cagnolino anziano e malandato (non di mia proprietà), ma probabilmente non mi ha sentito – racconta la mamma (omettiamo i nomi dato che nella vicenda è coinvolto un minore) – Ad un tratto ha creduto di essere rimasto solo ed è uscito nella corte, prendendo poi la strada principale. Rientrando in casa, io non l’ho più visto. Ho creduto stesse giocando a nascondersi e per qualche istante ho cercato in tutti gli armadi. Quando non l’ho trovato, mi sono sentita gelare il sangue, presa dal panico ho cominciato a chiamare i vicini».
Decine di persone si sono riversate in strada per cercare di ritrovare il piccolo. «Per tutto il paese – prosegue la donna – è stato un momento di panico. Ho avuto la forza di chiamare i carabinieri, anche se ho creduto di non avere più forze per fare altro. Mi hanno tenuto al telefono e nel frattempo hanno mandato una pattuglia che in pochi minuti è arrivata sul luogo dopo aver perlustrato tutta la zona. Ma del bimbo nessuna traccia».
Chi nei campi, chi nelle strade. L’intero paese si è mobilitato per aiutare la giovane madre. «Dopo ore in cui forse il bambino si era nascosto in qualche anfratto di qualche giardino, spaventato è uscito ed è andato a chiedere aiuto ad alcune persone del paese – continua la donna – Mi hanno cercato al telefono per tranquillizzarmi, ma nella foga del momento avevo dimenticato il cellulare».
Il bambino è stato tranquillizzato e riaccompagnato a casa. «Sono state ore di terrore – conclude la donna –. Ringrazio tutti per quello che hanno fatto, chi mi conosceva e chi no. Hanno lasciato la cena o il letto. Vestiti o in pigiama si sono riversati in strada. Ringrazio tutto il paese perché, nonostante qualche screzio passato con i vicini che mi aveva fatto perdere la fiducia, mi ha dimostrato di essere un grande paese».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lui, un bambino di 7 anni, era in casa a guardare la tv. «Gli ho detto che sarei andata in giardino a dare da mangiare al cagnolino anziano e malandato (non di mia proprietà), ma probabilmente non mi ha sentito – racconta la mamma (omettiamo i nomi dato che nella vicenda è coinvolto un minore) – Ad un tratto ha creduto di essere rimasto solo ed è uscito nella corte, prendendo poi la strada principale. Rientrando in casa, io non l’ho più visto. Ho creduto stesse giocando a nascondersi e per qualche istante ho cercato in tutti gli armadi. Quando non l’ho trovato, mi sono sentita gelare il sangue, presa dal panico ho cominciato a chiamare i vicini».
Decine di persone si sono riversate in strada per cercare di ritrovare il piccolo. «Per tutto il paese – prosegue la donna – è stato un momento di panico. Ho avuto la forza di chiamare i carabinieri, anche se ho creduto di non avere più forze per fare altro. Mi hanno tenuto al telefono e nel frattempo hanno mandato una pattuglia che in pochi minuti è arrivata sul luogo dopo aver perlustrato tutta la zona. Ma del bimbo nessuna traccia».
Chi nei campi, chi nelle strade. L’intero paese si è mobilitato per aiutare la giovane madre. «Dopo ore in cui forse il bambino si era nascosto in qualche anfratto di qualche giardino, spaventato è uscito ed è andato a chiedere aiuto ad alcune persone del paese – continua la donna – Mi hanno cercato al telefono per tranquillizzarmi, ma nella foga del momento avevo dimenticato il cellulare».
Il bambino è stato tranquillizzato e riaccompagnato a casa. «Sono state ore di terrore – conclude la donna –. Ringrazio tutti per quello che hanno fatto, chi mi conosceva e chi no. Hanno lasciato la cena o il letto. Vestiti o in pigiama si sono riversati in strada. Ringrazio tutto il paese perché, nonostante qualche screzio passato con i vicini che mi aveva fatto perdere la fiducia, mi ha dimostrato di essere un grande paese».
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