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Pontedera

Piaggio, diciassette operai passano al tempo pieno

Piaggio, diciassette operai passano al tempo pieno

Sono dipendenti che finora hanno avuto un contratto part time verticale Nel frattempo sono andati in pensione oltre cinquanta tra tute blu e impiegati

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PONTEDERA. Cinquantasette tra dipendenti in pre pensionamento grazie alla mobilità volontaria, diciassette trasformazioni da part-time verticale (ptv) a full time. Sono questi, fino a questo momento del 2017, i numeri del percorso di “riduzione del personale controllato” che è in atto alla Piaggio da alcuni anni e che viene inserito nell’accordo per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Anche quest’anno sindacati e azienda avevano messo nero su bianco l’intesa, nel piano di ricorso al contratto di solidarietà, era stata aperta la mobilità volontaria per 180 dipendenti ed era stata aumentata di trasformazioni (il 30%) rispetto ai precedenti accordi da ptv a tempo pieno.

In teoria, quindi, se fossero usciti in 180, i lavoratori coinvolti nella “stabilizzazione” sarebbero stati oltre cinquanta. In realtà, però, i numeri sono notevolmente più bassi rispetto alle più rosee aspettative. Colpa di condizioni peggiorative, dopo la riforma degli ammortizzatori sociali, per chi dovrebbe essere incentivato a lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai tempi della pensione.

Ma, in questa maniera, i tanti che speravano di vedere migliorata la propria situazione con un aumento notevole di mesi lavorati in un anno deve attendere ancora. Il riferimento va ai part-time verticali che da tantissimo tempo aspettano una trasformazione in full time. A questo giro, saranno 15 assunti nel 2009 e i primi due del 2010 a essere coinvolti nella trasformazione. Da qui alla fine dell’anno, è probabile che altre poche unità andranno in pensione e anche la quota dei ptv dovrebbe aumentare leggermente. Ma si tratta di numeri relativamente positivi, visto che sono ancora circa 140 i dipendenti della Piaggio che lavorano solamente sette mesi l’anno. Tanto per fare un esempio, l’anno scorso la quota tra chi “avanzava” e chi usciva era più bassa di quella del 2017. Ma nel 2016 di trasformazioni ne sono state fatte 23, quest’anno siamo a diciassette.

Da un lato serpeggia il malcontento. «È l’ennesima dimostrazione di quanto sia fallimentare questa politica nei rapporti tra azienda e sindacati – spiega Simone Selmi dell’Usb – C’è chi è precario da 12 anni e non vede ancora la fine del tunnel. Perdiamo forza lavoro senza che venga rimpiazzata, com’è avvenuto in molti reparti, anche importanti della Piaggio». Dall’altro c’è chi, come il segretario provinciale di Fim Cisl, Claudio Garzotto, parla di bicchiere mezzo pieno: «Fino a qualche anno fa i lavoratori andavano in prepensionamento e non esistevano sistemi di compensazione che avesse regole precise. Ora, invece, abbiamo un meccanismo chiaro e che funziona. Credo che sia un miglioramento notevole».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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