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Dalla Regione nuovi fondi destinati alle razze autoctone
POMARANCE. Sono molte le razze autoctone toscane che vengono custodite dagli agricoltori e rappresentano un patrimonio di biodiversità di grande valore. Si ricordano le bovine Calvana, Garfagnina,...
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POMARANCE. Sono molte le razze autoctone toscane che vengono custodite dagli agricoltori e rappresentano un patrimonio di biodiversità di grande valore. Si ricordano le bovine Calvana, Garfagnina, Maremmana, Pisana, Pontremolese e Romagnola; le ovine Appenninica, Garfagnina Bianca, Pecora dell’Amiata, Pomarancina, Zerasca e Massese; la Capra della Garfagnana; gli equini e asinini: Maremmano, Monterufolino, Cavallo Appenninico e Asino dell’Amiata; per finire con la Cinta senese. La conservazione di queste risorse genetiche è garantita anche tramite il sostegno di una specifica misura del Piano di Sviluppo Rurale della Toscana che prevede un premio annuale per il mantenimento dei riproduttori di queste razze che varia da 200 a 500 euro ad Uba (Unità bovino adulto) a seconda della razza.
Il bando 2017 chiuso a giugno di quest’anno prevedeva una dotazione di 200. 000 euro all’anno per 5 anni, per complessivi 1 milione di euro. Risorse considerate non sufficienti per soddisfare tutte le richieste degli agricoltori. Per questo Coldiretti Toscana aveva scritto a primavera all’assessore all’agricoltura Marco Remaschi sollecitando la Regione a ricercare ulteriori risorse.
Con una delibera di fine agosto la Regione ha accolto questa richiesta incrementando la dotazione finanziaria di 3 milioni di euro.
«È evidente che il mantenimento di queste razze autoctone viene garantito anche grazie al sostegno pubblico – commenta Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – senza il quale il loro allevamento sarebbe a rischio perché non economico, con la conseguente perdita di un patrimonio di biodiversità che arricchisce il nostro territorio».
«Si tratta per la maggior parte di razze rustiche che ben si adattano ai territori marginali e svantaggiati – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – dove sono una componente essenziale del paesaggio ed un prezioso aiuto alle imprese, vero presidio a salvaguardia del territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il bando 2017 chiuso a giugno di quest’anno prevedeva una dotazione di 200. 000 euro all’anno per 5 anni, per complessivi 1 milione di euro. Risorse considerate non sufficienti per soddisfare tutte le richieste degli agricoltori. Per questo Coldiretti Toscana aveva scritto a primavera all’assessore all’agricoltura Marco Remaschi sollecitando la Regione a ricercare ulteriori risorse.
Con una delibera di fine agosto la Regione ha accolto questa richiesta incrementando la dotazione finanziaria di 3 milioni di euro.
«È evidente che il mantenimento di queste razze autoctone viene garantito anche grazie al sostegno pubblico – commenta Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – senza il quale il loro allevamento sarebbe a rischio perché non economico, con la conseguente perdita di un patrimonio di biodiversità che arricchisce il nostro territorio».
«Si tratta per la maggior parte di razze rustiche che ben si adattano ai territori marginali e svantaggiati – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – dove sono una componente essenziale del paesaggio ed un prezioso aiuto alle imprese, vero presidio a salvaguardia del territorio».
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