Il Tirreno

Pontedera

Un gruppo cinese punta i fari su Tmm

Un gruppo cinese punta i fari su Tmm

Incontro al ministero per salvare l’azienda e 85 posti di lavoro

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PONTEDERA. Ci sarebbe anche un gruppo industriale cinese tra quelli che hanno puntato gli occhi sulla Tmm, l’azienda del gruppo Csl di Torino per la quale è stato avviato l’iter di liquidazione e aperta una procedura di licenziamento collettivo per gli 85 operai. Nessuna proposta concreta, ma un semplice interessamento mostrato da un intermediario che potrebbe proporre l’eventuale soluzione al gruppo cinese. La possibilità, pur non vicina, è emersa durante il primo tavolo ministeriale attivato dal Mise che si è svolto ieri mattina a Roma, alla presenza dei rappresentanti sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil di Pisa, quelli di Cgil, Cisl e Uil provinciali e regionali, il viceministro Teresa Bellanova, l’esperto nella gestione delle crisi industriali Giampietro Castano, il liquidatore dell’azienda Roberto Dell’Omodarme, la Rsu della Tmm, il sindaco di Pontedera Simone Millozzi e il consigliere per il lavoro del presidente della Regione Rossi Gianfranco Simoncini. Unici assenti, i rappresentanti di Csl. «Nonostante la convocazione, l’azienda non si è presentata all’incontro. Il viceministro ha ritenuto la mancanza dell’azienda un atto di arroganza ed un comportamento inaccettabile», sottolineano Cgil, Cisl e Uil che, insieme alle istituzioni, hanno ribadito la necessità di aver maggior tempo a disposizione, ritirando o sospendendo la procedura in atto, per cercare una soluzione alternativa alla chiusura e al licenziamento dei lavoratori. «Il liquidatore - proseguono i sindacati stigmatizzando il comportamento dell’azienda - ha messo in evidenza che ha un preciso e limitato mandato, nessuna possibilità di spese aggiuntive e che la società non ha intenzione di aggiungere risorse. È stato inoltre evidenziato il percorso volto alla dismissione produttiva che l’azienda aveva preparato da tempo e la necessità di salvaguardare il patrimonio industriale dell’indotto della componentistica». Le organizzazioni sindacali hanno chiesto quindi di allargare il tavolo della discussione anche a Piaggio, ottenendo dal ministero la disponibilità a favorire questo percorso. Il Mise ha convocato un secondo incontro, chiedendo la partecipazione di Csl, per il prossimo 21 settembre. Anche la Regione ha invitato la Tmm a fare un passo indietro. Simoncini ha ribadito il duro giudizio della Regione Toscana sulla decisione dell’azienda di chiudere la fabbrica, interrompendo improvvisamente l’attività e avviando la procedura di mobilità per il personale. «Si è determinato un doppio danno sociale ed economico - sottolinea -: per i lavoratori che perdono il lavoro, ma anche per il territorio di Pontedera, che rischia di perdere una produzione, quella delle marmitte, che può contare su una lunga tradizione e consolidate competenze».

Simoncini ha ricordato l’impegno del presidente Rossi, anche attraverso contatti informali con i vertici di Piaggio, e ha chiesto che ha anche il ministero prenda contatti con Piaggio perché possa contribuire al mantenimento di questa produzione sul territorio. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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