La manifestazione
«Subito un consiglio comunale aperto»
Degrado alla stazione di San Romano: le opposizioni chiedono di convocare un’assemblea pubblica
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SAN ROMANO. La questione tiene banco ormai da diversi mesi. E l’idea di affrontarla in un consiglio comunale aperto era già stata annunciata all’inizio dell’estate. Non è un caso, però, se le opposizioni hanno depositato la relativa richiesta proprio martedì, all’indomani della tragedia costata la vita al 31enne Benson Nwughala, il nigeriano travolto e ucciso da un treno alla stazione di San Romano. La tragedia, del tutto indipendente dal contesto e dai problemi dello scalo ferroviario, ha contribuito a riaccendere l’attenzione sulla situazione della zona nei pressi della stazione. Un’area in balìa del degrado, dove fra i vecchi edifici e capannoni industriali si trovano immobili e appartamenti fatiscenti abitati soprattutto da stranieri.
È il caso ad esempio di via della Distilleria, dove era domiciliato lo stesso Benson. Una situazione alla quale si accompagnano le proteste dei residenti, che da tempo lamentano fenomeni di spaccio e prostituzione e, più in generale, una diffusa sensazione di insicurezza e trascuratezza dei luoghi. Da qui la richiesta di un consiglio comunale aperto per parlarne con i cittadini. Richiesta sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione: Damiano Carli, Maria Vanni e Giacomo Gronchi della lista Progetto Insieme, e da Luca Potì ed Erica Raffaelli del Movimento5Stelle. «La stazione di San Romano - scrivono i consiglieri nella relazione allegata alla richiesta -, vive da tempo in una situazione di degrado e la popolazione residente manifesta insofferenza e intolleranza nei confronti degli immigrati che per ovvi motivi la frequentano assiduamente. Numerosi ormai i casi che ne evidenziano criticità sia in termini ambientali che di sicurezza». Temi che i cittadini hanno espresso a più riprese in vari incontri pubblici, chiedendo di portare la questione nel consiglio di Montopoli. «La consulta di frazione - proseguono i consiglieri - sebbene abbia affrontato in passato la questione, non si riunisce ormai da molto tempo e non è riuscita a trasmettere evidentemente l’importanza degli argomenti alle istituzioni. Il tema dell’immigrazione riveste un ruolo importante: il Comune deve farsi carico di scelte difficili, ma fondamentali per affrontare il problema nel breve termine, garantendo da una parte sicurezza e vivibilità alla frazione e dall’altra dignità per ciascun abitante. Nel lungo periodo, invece, devono essere condotte politiche chiare e lungimiranti che consentano una vera integrazione».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
È il caso ad esempio di via della Distilleria, dove era domiciliato lo stesso Benson. Una situazione alla quale si accompagnano le proteste dei residenti, che da tempo lamentano fenomeni di spaccio e prostituzione e, più in generale, una diffusa sensazione di insicurezza e trascuratezza dei luoghi. Da qui la richiesta di un consiglio comunale aperto per parlarne con i cittadini. Richiesta sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione: Damiano Carli, Maria Vanni e Giacomo Gronchi della lista Progetto Insieme, e da Luca Potì ed Erica Raffaelli del Movimento5Stelle. «La stazione di San Romano - scrivono i consiglieri nella relazione allegata alla richiesta -, vive da tempo in una situazione di degrado e la popolazione residente manifesta insofferenza e intolleranza nei confronti degli immigrati che per ovvi motivi la frequentano assiduamente. Numerosi ormai i casi che ne evidenziano criticità sia in termini ambientali che di sicurezza». Temi che i cittadini hanno espresso a più riprese in vari incontri pubblici, chiedendo di portare la questione nel consiglio di Montopoli. «La consulta di frazione - proseguono i consiglieri - sebbene abbia affrontato in passato la questione, non si riunisce ormai da molto tempo e non è riuscita a trasmettere evidentemente l’importanza degli argomenti alle istituzioni. Il tema dell’immigrazione riveste un ruolo importante: il Comune deve farsi carico di scelte difficili, ma fondamentali per affrontare il problema nel breve termine, garantendo da una parte sicurezza e vivibilità alla frazione e dall’altra dignità per ciascun abitante. Nel lungo periodo, invece, devono essere condotte politiche chiare e lungimiranti che consentano una vera integrazione».
Giacomo Pelfer
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