Attenzione
la polemica
Il Comune: fu regolare lo sfratto dall’ex scuola di Montelopio
MONTELOPIO. Ancora polemiche in merito alla vendita dell’ex scuola di Montelopio. Il Comune di Peccioli risponde alla famiglia che vi abitava e poi è stata obbligata a lasciare l’alloggio. «L’edificio...
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MONTELOPIO. Ancora polemiche in merito alla vendita dell’ex scuola di Montelopio. Il Comune di Peccioli risponde alla famiglia che vi abitava e poi è stata obbligata a lasciare l’alloggio.
«L’edificio dopo che è stato dismesso dalla sua funzione – si legge in una nota inviata dall’amministrazione – è sempre stato abitato dalla famiglia fino al giorno dello sfratto. Ripercorriamo qui di seguito le tappe della vicenda in ordine temporale. Il 27 maggio 2013 il Comune di Peccioli stabilisce di mettere in vendita la ex scuola di Montelopio e comunica la disdetta del contratto di locazione. Il 23 novembre dello stesso anno l’avvocato della famiglia scrive al Comune di Peccioli chiedendo una proroga di sei mesi per l’occupazione dell’ex scuola consentendo così alla famiglia, interessata all’acquisto, di poter partecipare all’asta dell’immobile; il Comune concede la proroga richiesta. Il 19 giugno 2014 il Comune di Peccioli, a seguito di procedura di alienazione mediante asta pubblica dell’immobile in questione, attesta che la gara è andata deserta; non è pervenuta infatti nessuna offerta nemmeno quella prevista dalla famiglia per la quale appunto il Comune aveva concesso la proroga. Il 27 giugno del 2014 l’avvocato della famiglia richiede un’ulteriore proroga di cinque mesi per l’occupazione dell’immobile, il Comune di Peccioli, a seguito della sua mancata offerta di acquisto, risponde che tale richiesta non può essere accolta».
«Raggiunta la scadenza del contratto di locazione – prosegue il Comune – la famiglia si rifiuta di lasciare l’immobile perché priva di altro alloggio, a questo punto il Comune di Peccioli promuove una causa nei confronti della famiglia; causa che l’amministrazione comunale vince costringendola così a lasciare l’immobile e a pagare le spese giudiziarie. Quindi non capiamo proprio cosa voglia questa famiglia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«L’edificio dopo che è stato dismesso dalla sua funzione – si legge in una nota inviata dall’amministrazione – è sempre stato abitato dalla famiglia fino al giorno dello sfratto. Ripercorriamo qui di seguito le tappe della vicenda in ordine temporale. Il 27 maggio 2013 il Comune di Peccioli stabilisce di mettere in vendita la ex scuola di Montelopio e comunica la disdetta del contratto di locazione. Il 23 novembre dello stesso anno l’avvocato della famiglia scrive al Comune di Peccioli chiedendo una proroga di sei mesi per l’occupazione dell’ex scuola consentendo così alla famiglia, interessata all’acquisto, di poter partecipare all’asta dell’immobile; il Comune concede la proroga richiesta. Il 19 giugno 2014 il Comune di Peccioli, a seguito di procedura di alienazione mediante asta pubblica dell’immobile in questione, attesta che la gara è andata deserta; non è pervenuta infatti nessuna offerta nemmeno quella prevista dalla famiglia per la quale appunto il Comune aveva concesso la proroga. Il 27 giugno del 2014 l’avvocato della famiglia richiede un’ulteriore proroga di cinque mesi per l’occupazione dell’immobile, il Comune di Peccioli, a seguito della sua mancata offerta di acquisto, risponde che tale richiesta non può essere accolta».
«Raggiunta la scadenza del contratto di locazione – prosegue il Comune – la famiglia si rifiuta di lasciare l’immobile perché priva di altro alloggio, a questo punto il Comune di Peccioli promuove una causa nei confronti della famiglia; causa che l’amministrazione comunale vince costringendola così a lasciare l’immobile e a pagare le spese giudiziarie. Quindi non capiamo proprio cosa voglia questa famiglia».
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