Il Tirreno

Pontedera

Tmm, la rabbia operaia in strada: «Ritirare i licenziamenti» - Video

di Danilo Renzullo
Gli operai della Tmm manifestano contro i licenziamenti
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Gli operai della Tmm manifestano contro i licenziamenti

Pontedera, oltre 800 tute blu sfilano in corteo per sostenere la vertenza della Tmm. I sindacati: «Occorre un piano generale di rilancio dell’economia provinciale»

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PONTEDERA. Rivendicano lavoro e promettono una lotta ad oltranza. Quella iniziata un mese fa davanti ai cancelli della Tmm e proseguita con tavoli di trattativa, proteste, picchetti e blocchi stradali.

La mattina del 4 settembre la vertenza dell’azienda dell’indotto Piaggio è sfociata in una grande manifestazione che ha riunito tutte le realtà della metalmeccanica provinciale. In circa ottocento si sono ritrovati davanti ai cancelli dell’azienda che produce marmitte per moto e scooter per la quale la controllante Csl di Torino ha avviato l’iter di liquidazione e aperto una procedura di licenziamento collettivo per i suoi 85 operai. Centinaia di bandiere hanno colorato una manifestazione che ha animato lo sciopero provinciale di quattro ore proclamato da Fiom, Fim e Uilm (presente anche una delegazione Usb). Il primo che le sigle sindacali hanno indetto unitariamente dopo oltre un decennio di “separazione”.

IL CORTEO

Una marcia lenta intervallata da slogan e dallo stridulo suono dei fischietti che ha accompagnato l’intero percorso della manifestazione, partita da viale Africa e arrivata fino alla rotonda nei pressi del centro commerciale Coop. Gli operai della Tmm in testa, seguiti da altre centinaia di lavoratori provenienti da decine di aziende della provincia (tra i quali una delegazione degli operai Ristori licenziati, della Continental, della Smith, della Asso Werke e un nutrito spezzone di operai Piaggio), dai segretari provinciali e dagli esponenti regionali di Cgil, Cisl e Uil e da un “blocco” di fasce tricolori e rappresentanti istituzionali che si è unito al corteo, organizzato per sostenere la vertenza, ma anche per chiedere interventi concreti per fermare l’emorragia produttiva ed economica che sta vivendo la provincia di Pisa.

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«Pontedera non deve essere più solo la città dei motori, ma il motore di un rilancio dell’economia provinciale. Per mettere in moto questo cambiamento occorre però una politica forte e attiva», sottolinea Claudio Garzotto della Fim-Cisl dal palco allestito all’ingresso davanti allo stabilimento Tmm, dove si è concluso il corteo. Circondato da centinaia di bandiere e striscioni, tra i quali quello che gli ultras del Pisa (“Vicini ai lavoratori in lotta della Tmm”) hanno esposto domenica sera in Curva Nord durante il derby con il Siena. “La Nord esprime solidarietà ai lavoratori della Tmm di Pontedera” recita invece lo striscione che i tifosi del Livorno hanno srotolato in curva durante la partita con il Prato.

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«Da tempo non si vedeva una manifestazione così numerosa - aggiunge Benedetto Benedetti della Uilm-Uil di Pisa - e questo è un segnale chiaro che i lavoratori vogliono lanciare alla proprietà della Tmm». Per la quale, una prima partita fondamentale, potrebbe giocarsi domani durante il tavolo ministeriale attivato dal Mise. Sindacati e istituzioni raggiungeranno Roma per studiare insieme ai rappresentanti del ministero un percorso per cercare una soluzione alternativa alla chiusura dell’azienda e al licenziamento dell’intera forza lavoro. Quella auspicata e rivendicata a gran voce anche dal serpentone di tute blu che ha sfilato, sotto gli occhi di polizia, carabinieri e polizia municipale, nell’area industriale di Pontedera.

«Questa è la migliore risposta che i lavoratori potevano dare alla Tmm - evidenzia Massimo Braccini, segretario generale della Fiom-Cgil Toscana -, ma soprattutto contro il comportamento riprovevole che la società ha avuto nei confronti dei lavoratori e delle istituzioni». Prima le rassicurazioni, poi l’improvvisa “blindatura” dello stabilimento con catene e lucchetti. «La Csl ci ha tolto il lavoro, ma soprattutto la dignità», accusano gli operai, da oltre venti giorni in presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento. A supporto della vertenza, il Movimento 5 Stelle annuncia anche un’interrogazione parlamentare. «La questione Tmm non può rimanere sul piano locale e per questo all’apertura dei lavori parlamentari sarà protocollata un’interrogazione della senatrice Sara Paglini» annuncia Irene Galletti, capogruppo M5s in consiglio regionale che ieri ha raggiunto il presidio degli operai insieme ad Andrea Paolucci, consigliere comunale del M5s di Pontedera.

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