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Pontedera

il caso

Scattano le ganasce ai camper dei nomadi

Sabrina Chiellini
Le ganasce a un camper dei nomadi
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Le ganasce a un camper dei nomadi

L’ordinanza anti bivacchi firmata dal sindaco Pd di Crespina porta risultati, elevate anche le multe

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CRESPINA. «Qualcuno forse pensava che fosse solo un bluff... e invece stasera sono scattate. Grazie alla nostra polizia municipale e ai carabinieri per la collaborazione piena e fattiva. Speriamo di non doverle usare più».

Come promesso nei giorni scorsi il sindaco di Crespina Lorenzana, Thomas D’Addona, Pd, ha applicato l’ordinanza anti bivacchi. Un provvedimento che il primo cittadini del Pd ha adottato per cercare di scoraggiare le carovane di nomadi (sono cittadini italiani che hanno scelto di vivere girovagando) che ormai di anno in anno si danno appuntamento in un parcheggio della zona industriale di Lavoria. Si fermano pochi giorni, ma lasciano alle loro spalle rifiuti di ogni genere. E insieme all’immondizia fioccano anche le proteste dei cittadini che si lamentano per i conseguenti problemi di igiene e sicurezza. L’ordinanza prevede le ganasce alle ruote delle carovane. Appena la carovana si ferma, anche pochi minuti dopo, visto il divieto, possono essere applicate le ganasce alle auto se il mezzo traina una roulotte. In alternativa le ganasce saranno messe al camper. È prevista una sanzione di 150 euro il cui pagamento è necessario per togliere le ganasce. Così è stato fatto l’altro pomeriggio a tre mezzi che si sono fermati facendo finta di non vedere i cartelli di divieto.

«Pochi minuti dopo siamo intervenuti – spiega il comandante della polizia municipale, Angelo Coli – e abbiamo messo le ganasce a tre mezzi. Quasi subito hanno pagato e sono andati via. Diciamo che il tutto è avvenuto in maniera quasi contestuale». Due ore dopo il parcheggio era libero.

«La musica cambia – aveva detto dei giorni scorsi il primo cittadino – perché con questa misure andremo a colpire la mobilità che è per loro l’elemento centrale della scelta di vita».

Lavoria è meta quasi esclusivamente di nomadi italiani, a differenza di quello di Cascina e di Pisa.

«Ribadisco che il rispetto delle regole non deve avere colore politico. Sulla questione dei nomadi ho già preso in passato più volte posizione netta», ha scritto D’Addona su Facebook.

«Questa ordinanza molto dura è la conseguenza dell’esasperazione a cui siamo stati portati e del fatto che le leggi non ci aiutano nel merito. Chi mi conosce sa che questo è il mio pensiero e non faccio alcuna metamorfosi elettorale. Inoltre chi mi conosce bene sa anche che ispirarmi alla Lega o copiarla è l’ultimo dei miei pensieri. Su un fatto però la mia collega di Cascina ha ragione, e cioè che in questi anni il Pd ha trascurato un tema fondamentale come la sicurezza, quasi fosse un tema secondario, e ha lasciato campo libero ad altri che se ne sono appropriati e ne hanno fatto un cavallo di battaglia, talvolta strumentalizzandolo».
 

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