Il dolore
Rompono arredi, beccati dalle telecamere
Pontedera: gli atti vandalici compiuti sugli arredi urbani da alcuni cittadini hanno mandato su tutte le furie il sindaco Simone Millozzi che ha pubblicato su Facebook le immagini riprese dalla telecamera della videosorveglianza.
PONTEDERA. Gli atti vandalici compiuti ai danni degli arredi urbani da alcuni cittadini hanno mandato su tutte le furie il sindaco Simone Millozzi che ha pubblicato sulla propria bacheca Facebook le immagini riprese dalla telecamera della videosorveglianza.
«Il nostro sistema di videosorveglianza riprende due nostri concittadini "impegnati" a danneggiare l'arredo di via Primo Maggio. L'assoluta e vile idiozia del gesto, la sciocca presunzione di impunità, il disprezzo verso l'arredo urbano rende ogni commento di censura del tutto superfluo - scrive Millozzi - I due sono stati individuati e denunciati al comando di polizia locale». I due hanno rotto alcuni cestini di fronte alla Cassa di San Miniato. Dai primi controlli sono un uomo e una donna già protagonisti di fatti di cronaca: saranno denunciati per danneggiamento aggravato.
«L'occasione mi consente di ribadire una convinzione - afferma Millozzi - accanto alla repressione ed alla punizione, che deve esser esemplare, rapida e certa, il vero antidoto a questi gesti che offendono gli spazi pubblici, non può non essere, in via preventiva, uno sforzo di educazione collettiva e sensibilità civica capace di convincere, soprattutto le nuove generazioni, che tutto ciò che è pubblico è di tutti anziché di nessuno. Lavoriamo e lavoreremo quotidianamente perché questo anticorpo culturale sia la vera difesa della nostra città contro il vandalismo di ogni tipo», aggiunge il sindaco.
Intanto il consigliere comunale Eugenio Leone sollecita una riflessione sulla sicurezza in città, pensando anche al prossimo appuntamento di settembre con la festa del commercio prevista per il 15 settembre.«Sono per prendere atto della situazione e valutarla - dice Leone - Io non credo che Pontedera sia un bersaglio sensibile, sicuramente prefetto e questore hanno una migliore prospettiva, ma analizzerei il problema convocando il "Tavolo della sicurezza" con le forze dell'ordine. Se si decidesse di proteggere alcuni punti, sicuramente non vorrei piazzare dei jersey modello check point militare. In qualche punto della città potremmo pensare di mettere ad esempio delle barriere "fiorite", finte fioriere rinforzate, oppure barriere diverse da studiare. In generale dovremmo essere uniti per salvaguardare la sicurezza, senza però confondere questo problema con altro, come l'integrazione sociale e l'immigrazione».
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