Sicurezza
L’ultimo saluto a Sayda tra lacrime e rose rosse
Il parroco di Forcoli: «L’avevo incontrata prima di Pasqua, era una mamma felice». Intanto continua la colletta degli ultras del Pontedera per aiutare la famiglia
CAPANNOLI. Rose rosse, fiori bianchi e gialli per la giovane madre Sayda Ferretti, di origine cilena, strappata alla vita a soli 24 anni e al figlioletto rimasto senza di lei troppo presto.
L’Abbazia di San Bartolomeo a Capannoli non è stata sufficiente a contenere le numerose persone che il 26 agosto, in un pomeriggio di grande caldo, hanno voluto essere presenti al funerale della 24enne morta in seguito alla rottura di un aneurisma mentre lavorava al centro freschi Unicoop a Pontedera.
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È stato un saluto commosso, fatto di lacrime e di un rispettoso silenzio, sempre con il pensiero di amici e parenti rivolto ai genitori di Sayda, al fratello, che era stato adottato insieme a lei, al compagno, al bimbo e alla nonna. All’omelia il parroco di Forcoli, don Antony Sebastian Paikad, ha invitato a trovare spiegazioni con il conforto della fede a quella che sembra una morte impossibile da accettare in maniera razionale.
Il giorno della sua morte, ha ricordato il parroco, Sayda ha salutato il suo bambino con un bacio, come sempre. Non sapeva - e nessuno poteva immaginarlo - che quello sarebbe stato l’ultimo saluto.
Il sacerdote ha anche ricordato un momento vissuto insieme alla giovane: «L’avevo incontrata prima di Pasqua per le benedizioni delle famiglie, a Montanelli. Sayda era felice con la sua famiglia, il compagno e il bambino, in questa sua dimensione di mamma».
Ma il destino ha deciso diversamente da quelli che potevano essere i pensieri di chi la giovane l’ha vista crescere e diventare madre. Alla fine della cerimonia due lunghi applausi, come sempre più spesso succede ai funerali di giovani vittime, hanno accolto il feretro che prima della messa era stato trasportato a spalla dagli amici, per un breve tratto, verso la chiesa.
Intanto continua la raccolta degli Ultras di Pontedera per aiutare la famiglia della vittima.
«Ci uniamo al dolore della famiglia e ci stringiamo attorno al compagno Emiliano, fratello ultras, che non lasceremo solo – hanno scritto nei giorni scorsi i tifosi – Per questo stiamo portando avanti una colletta che prosegue anche stasera allo stadio, in occasione della partita del Pontedera con l’Alessandria. Il ricavato verrà devoluto a Emiliano e al figlio»».
Per contribuire, è possibile telefonare al 345 2755184 oppure al 320 0203839.
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