Esposte in città due opere di artisti locali
VOLTERRA . «Un omaggio a chi si è dedicato alla ricerca del bello e a scoprire angoli meno noti ma oggi vivibili», dice il sindaco Marco Buselli. Così sono state scoperte a Volterra due opere di...
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VOLTERRA . «Un omaggio a chi si è dedicato alla ricerca del bello e a scoprire angoli meno noti ma oggi vivibili», dice il sindaco Marco Buselli. Così sono state scoperte a Volterra due opere di artisti locali, Giovanni Ticciati ed Ennio Furiesi, che vanno a impreziosire due angoli della città meno conosciuti.
L'iniziativa, “Segni nella città”, è stata promossa dal Comune, con i due artisti che si sono prestati a titolo gratuito. Il simbolo della contrada in terracotta, realizzato da Ticciati, segnerà la presenza nel territorio della contrada in San Francesco; le sembianze di un angelo, opera di Furiesi, appariranno in due finestrine di Sant'Agnolo.
«Volterra e il suo istituto d'arte, oggi liceo artistico – commenta il sindaco - continuano a plasmare talenti. Questa iniziativa vuole essere anche un omaggio a chi si è dedicato alla ricerca del bello e a chi continua a farlo, dando l’esempio, in un'epoca dove spesso il disinteresse e l’omologazione rischia di prevalere. Ma vuole anche essere un invito a conoscere angoli della città che spesso diamo per scontati. Il sagrato della chiesa di San Michele e quello di Sant'Agostino sono ormai stati riconquistati alla città e tolti definitivamente alla sosta selvaggia».
L'iniziativa, “Segni nella città”, è stata promossa dal Comune, con i due artisti che si sono prestati a titolo gratuito. Il simbolo della contrada in terracotta, realizzato da Ticciati, segnerà la presenza nel territorio della contrada in San Francesco; le sembianze di un angelo, opera di Furiesi, appariranno in due finestrine di Sant'Agnolo.
«Volterra e il suo istituto d'arte, oggi liceo artistico – commenta il sindaco - continuano a plasmare talenti. Questa iniziativa vuole essere anche un omaggio a chi si è dedicato alla ricerca del bello e a chi continua a farlo, dando l’esempio, in un'epoca dove spesso il disinteresse e l’omologazione rischia di prevalere. Ma vuole anche essere un invito a conoscere angoli della città che spesso diamo per scontati. Il sagrato della chiesa di San Michele e quello di Sant'Agostino sono ormai stati riconquistati alla città e tolti definitivamente alla sosta selvaggia».
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