Il Tirreno

Pontedera

Tmm, picchetto blocca le merci dirette a Piaggio

di Danilo Renzullo
Tmm, picchetto blocca le merci dirette a Piaggio

Decine di camion incolonnati in viale Africa «Necessario mantenere tutte le commesse»

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PONTEDERA. Gli addetti al reparto logistica della Piaggio hanno atteso per ore l’arrivo dei tir. I cancelli sono spalancati. I camion che dovrebbero scaricare e caricare merci dai magazzini dell’azienda del gruppo Colaninno restano però fermi a poche centinaia di metri. I motori spenti e circondati da decine di operai della Tmm. Riuniti in presidio in viale Africa a pochi metri dallo stabilimento chiuso e blindato con catene e lucchetti, “animato” solo dallo sventolio delle bandiere dei sindacati lasciate sulla cancellata che cinge la fabbrica. La stessa da dove 85 operai sono usciti per il periodo di ferie agostane, rischiando di non farci ritorno.

Ieri mattina hanno abbandonato momentaneamente quella piccola tendopoli allestita due settimane fa davanti ad un ingresso della fabbrica che produce marmitte per moto e scooter e sono scesi in strada con un picchetto che ha messo nel mirino Piaggio e le merci che avrebbero dovuto alimentare i magazzini della fabbrica delle due ruote, mono committente della Tmm con circa il 95% delle commesse.

«Oggi (ieri per chi legge, ndr) inauguriamo la vera lotta», ripete la Rsu Fiom della Tmm. Pacifica, certo. Ma con un obiettivo ben preciso. Coinvolgere Piaggio nella vertenza che sindacati ed istituzioni stanno portando avanti per cercare di evitare la chiusura della Tmm, quindici giorni fa dichiarata in liquidazione dalla controllante Csl di Torino, e soprattutto di scongiurare l’esubero degli 85 operai, sui quali pende una procedura di licenziamento collettivo. «Piaggio deve entrare in gioco ed assicurare il mantenimento delle commesse sul territorio - sottolinea Claudio Garzotto della Fim-Cisl -. Se c’è qualche imprenditore interessato a rilevare la Tmm deve avere almeno la certezza del lavoro».

Quello assicurato da Piaggio fino a qualche settimana fa, prima della drastica decisione della Csl di mettere fine attraverso una procedura di liquidazione alla storia dello stabilimento sorto oltre quindici anni fa. Striscioni, fischietti e megafoni. Uno accanto all’altro, una cinquantina di operai si sono radunati in viale Africa e occupato ogni metro di asfalto. Un serpentone umano da un lato, una lunga coda di camion e tir dall’altro. «Una protesta pacifica e legittima», la definisce il sindaco Simone Millozzi, che anche ieri ha fatto visita al presidio permanente allestito all’esterno dello stabilimento. «Non possiamo passare inosservati – prosegue la Rsu –. Alla Piaggio chiediamo di assicurare le commesse e di riportare sul territorio quelle che negli ultimi anni ha delocalizzato. Senza queste garanzie, gli operai della Tmm non avranno futuro». Sul posto anche gli agenti della polizia municipale e quelli del commissariato di Pontedera e i rappresentanti sindacali di Fiom, Fim e Uil. Chi ieri mattina hanno informato della situazione della Tmm e della vertenza in corso anche l’ispettorato del lavoro. Passaggio, quest’ultimo, propedeutico alla richiesta di incontro al ministero dello Sviluppo Economico che i sindacati formalizzeranno nei prossimi giorni, dopo l’apertura dell’unità di crisi attivata dalla Regione che, con prefettura e Comune di Pontedera, ha chiesto al liquidatore della società, il commercialista Roberto Dell’Omodarme, di sospendere la procedura in attesa di studiare ed intraprendere un percorso alternativo alla chiusura dell’azienda e al licenziamento dell’intera forza lavoro. «Occorre un’inversione di tendenza da parte di Piaggio - sottolinea Samuele Nacci della Uilm-Uil -. Ci sarebbero imprenditori del territorio in grado di rilevare l’azienda, ma per concretizzare questa alternativa occorrono delle certezze da parte di Piaggio, perché il timore è che le lavorazioni fino a poche settimane fa assicurate dagli operai della Tmm siano già state trasferite in altri territori. Per questo è importante e necessario portare al tavolo anche Piaggio».

La vertenza arriva intanto in consiglio regionale con una mozione di sostegno ai lavoratori presentata dai consiglieri del Pd Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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