Attenzione
Affitti, nell’elenco per i contributi solo cinque stranieri
CASCINA. Il Comune di Cascina ha approvato la graduatoria provvisoria per l’assegnazione dei contributi all’affitto. Sono 106 i richiedenti inseriti nella fascia A, 31 quelli nella fascia B. Escluse,...
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CASCINA. Il Comune di Cascina ha approvato la graduatoria provvisoria per l’assegnazione dei contributi all’affitto. Sono 106 i richiedenti inseriti nella fascia A, 31 quelli nella fascia B. Escluse, per mancanza di requisiti, 14 famiglie che hanno chiesto di accedere ai contributi per sostenere il canone di locazione. L’elenco degli ammessi, degli ammessi con riserva e degli esclusi è disponibile sul sito internet del Comune nella categoria “sociale”, alla voce “contributi affitti”. Entro il 31 agosto possono essere presentati eventuali ricorsi. La graduatoria si compone per il 96% da cittadini italiani. Solo cinque i richiedenti di origine comunitaria ed extracomunitaria ammessi.
Sul calo vertiginoso, rispetto agli scorsi anni, di cittadini stranieri residenti nel territorio cascinese che hanno fatto richiesta ha contribuito, come accaduto anche in altri Comuni, soprattutto la nuova normativa che prevede di attestare l’assenza di proprietà all’estero. Uno scoglio difficilmente superabile per molti anche a causa degli alti costi dell’iter che in alcuni casi supera il beneficio dell’eventuale contributo emesso. Molti rinunciano a chiedere il contributo, per alcuni fondamentale per riuscire ad onorare l’affitto e non alimentare l’emergenza abitativa che rischia di trasformarsi in sociale.
«Abbiamo parificato gli accertamenti sulle situazioni patrimoniali dei richiedenti, comprendendo nell'esame anche le proprietà all’estero - spiega l’assessore al sociale Edoardo Ziello -. Era incomprensibile che i cittadini italiani fossero sottoposti alla verifica dei beni eventualmente posseduti in altre città e ciò non valesse per gli altri richiedenti». Oltre 20 i cittadini stranieri che hanno rinunciato alla domanda (63 lo scorso anno, 41 nel 2017). «Abbiamo confermato il trend del bando dello scorso anno, caratterizzato dall’esclusione di circa 30 stranieri con l’introduzione della richiesta di certificazioni per i cittadini comunitari ed extracomunitari attestanti l’assenza di titolarità di proprietà all’estero - commenta il sindaco Susanna Ceccardi -. Anche ritardando la liquidazione dei contributi del 2016, abbiamo permesso di escludere chi non ne aveva diritto, erogando risorse aggiuntive agli aventi diritto». Una graduatoria che per il primo cittadino leghista «dimostra che lo slogan “prima gli italiani” può essere tradotto in atti concreti».
Sul calo vertiginoso, rispetto agli scorsi anni, di cittadini stranieri residenti nel territorio cascinese che hanno fatto richiesta ha contribuito, come accaduto anche in altri Comuni, soprattutto la nuova normativa che prevede di attestare l’assenza di proprietà all’estero. Uno scoglio difficilmente superabile per molti anche a causa degli alti costi dell’iter che in alcuni casi supera il beneficio dell’eventuale contributo emesso. Molti rinunciano a chiedere il contributo, per alcuni fondamentale per riuscire ad onorare l’affitto e non alimentare l’emergenza abitativa che rischia di trasformarsi in sociale.
«Abbiamo parificato gli accertamenti sulle situazioni patrimoniali dei richiedenti, comprendendo nell'esame anche le proprietà all’estero - spiega l’assessore al sociale Edoardo Ziello -. Era incomprensibile che i cittadini italiani fossero sottoposti alla verifica dei beni eventualmente posseduti in altre città e ciò non valesse per gli altri richiedenti». Oltre 20 i cittadini stranieri che hanno rinunciato alla domanda (63 lo scorso anno, 41 nel 2017). «Abbiamo confermato il trend del bando dello scorso anno, caratterizzato dall’esclusione di circa 30 stranieri con l’introduzione della richiesta di certificazioni per i cittadini comunitari ed extracomunitari attestanti l’assenza di titolarità di proprietà all’estero - commenta il sindaco Susanna Ceccardi -. Anche ritardando la liquidazione dei contributi del 2016, abbiamo permesso di escludere chi non ne aveva diritto, erogando risorse aggiuntive agli aventi diritto». Una graduatoria che per il primo cittadino leghista «dimostra che lo slogan “prima gli italiani” può essere tradotto in atti concreti».
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