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Tmm, stipendi versati ma si teme per l’indotto

Danilo Renzullo
Il presidio dei lavoratori della Tmm
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Il presidio dei lavoratori della Tmm

Pagati i salari del mese di luglio, lunedì vertice in Regione con le istituzioni. Con la chiusura dello stabilimento di viale Africa a rischio decine di altri lavoratori

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PONTEDERA. Il primo scoglio, quello del pagamento degli stipendi, è stato superato giovedì scorso con il versamento dei salari e delle spettanze che i lavoratori della Tmm avrebbero dovuto incassare ad inizio agosto.

Sul futuro dell’azienda dell’indotto Piaggio e degli 85 operai, su cui pende una procedura di licenziamento collettivo, resta però ancora un punto interrogativo. Chiusura definitiva o ripresa delle attività con un nuovo imprenditore interessato a rilevare l’azienda e far ripartire la produzione nello stabilimento di viale Africa.

«Tutte le strade per il momento restano aperte, ma le eventuali alternative devono inserirsi sempre nel percorso di liquidazione dell’azienda», sottolinea il commercialista pisano Roberto Dell’Omodarme, nominato liquidatore della controllata del gruppo Csl di Torino. Sul tavolo delle trattative, avviato lunedì scorso, non è arrivata ancora nessuna proposta, né manifestazioni di interesse da parte di gruppi industriali pronti a rilevare l’azienda che produce marmitte per moto.

Uniche strade, quest’ultime, per evitare il licenziamento dell’intera forza lavoro impiegata alla Tmm. La cui crisi potrebbe espandersi a macchia d’olio su tutto il territorio della Valdera, travolgendo molte aziende dell’indotto.

Alla lunga lista di licenziamenti stilata dalla Tmm, potrebbero infatti aggiungersi altre decine di lavoratori, alle quali le commesse dell’azienda di viale Africa garantivano lavoro e stabilità. L’obiettivo dei sindacati è cercare quindi di mantenere la produzione sul territorio, coinvolgendo nella vertenza anche Piaggio, mono committente della Tmm con oltre il 90% delle commesse.

«Occorre capire quali sono le reali intenzioni di Piaggio - sottolinea il leader della Fiom Marco Comparini -: portare all’estero le commesse o mantenerle sul territorio». In questo caso qualche azienda dovrà farsi carico della produzione e delle professionalità per portarle avanti. «Bisogna quindi convincere Piaggio a mantenere queste attività in Valdera - prosegue Comparini - e a cercare qualche possibile investitore».

Gli stipendi, come assicurato dal liquidatore ai sindacati e in sede prefettizia, sono stati intanto pagati.

«È stato versato anche il tfr ad un lavoratore che ha raggiunto il traguardo della pensione lo scorso giugno - precisa Dell’Omodarme -. Come promesso, il pagamento è avvenuto prima del 21 agosto». Data, quest’ultima, che potrebbe rilevarsi decisiva per il futuro dello stabilimento della zona industriale pontederese. In Regione, istituzioni, sindacati, il liquidatore della Tmm e probabilmente anche i rappresentanti dell’azienda si ritroveranno per fare il punto della situazione e per cercare di intraprendere qualche strada alternativa ai licenziamenti e alla chiusura definitiva della fabbrica. All’esterno della quale prosegue il presidio ad oltranza dei lavoratori.

Giorno e notte. Senza sosta. Per manifestare pacificamente la rabbia per una chiusura improvvisa e senza preavviso. Molta la solidarietà che i lavoratori continuano ad incassare da rappresentanti politici, delle istituzioni e da semplici cittadini (domani, alle 12.30, nell’ambito della Festa Rossa di Lari è stato organizzato anche un pranzo a sostegno degli operai). Dai sindacati (Fiom, Fim e Uilm), lunedì partirà la richiesta di ritiro della procedura di liquidazione e di licenziamento di massa.

Dopo l’avvio delle trattative, sindacati e liquidatore hanno calendarizzato un altro incontro per il prossimo 29 agosto, anche per valutare eventuali manifestazioni di interesse di imprenditori pronti a rilevare l’azienda. «Tutte le strade restano aperte - conclude Dell’Omodarme -, ma devono inserirsi sempre nel percorso di liquidazione avviata».

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