Sicurezza
Tmm, corsa contro il tempo per trovare un compratore
Claudio Garzotto (Fim Cisl): «La crisi della fabbrica di marmitte può creare problemi ad altre aziende» Intanto il liquidatore Dell’Omodarme conferma il pagamento degli stipendi entro il 21 agosto
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PONTEDERA. L’unica certezza, per il momento, rimane il pagamento degli stipendi. Sul futuro della Tmm e degli 85 lavoratori destinatari di una procedura di licenziamento collettivo, resta invece un punto interrogativo.
Ieri mattina, nel suo studio di Pisa, il commercialista Roberto Dell’Omodarme, nominato la scorsa settimana liquidatore dell’azienda di viale Africa, ha ricevuto i rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm e la Rsu dello stabilimento per avviare un tavolo di trattative e cercare di trovare una possibile alternativa alla chiusura dell’azienda dell’indotto Piaggio e al licenziamento di massa. O, almeno, per rendere il meno traumatico possibile il percorso di liquidazione che il gruppo Csl di Torino, di cui fa parte l’azienda che produce marmitte per moto, ha deciso di avviare dopo oltre dieci anni di bilanci in rosso e dopo una ricapitalizzazione di oltre nove milioni di euro, versati nelle casse della Tmm per alimentare le speranze di una ripresa che non si è mai concretizzata.
I sindacati hanno chiesto il ritiro della procedura di licenziamento, criticando soprattutto «l’atteggiamento assunto dall’ad della Tmm» che fino a pochi giorni prima della drastica decisione, aveva rassicurato sul mantenimento della produzione e dei livelli occupazionali.
Dell’Omodarme, pur sottolineando il “compito” di portare a termine la liquidazione della società, ha ribadito l’impegno a versare tutti gli stipendi (che gli 85 lavoratori avrebbero dovuto incassare la scorsa settimana) entro il prossimo 21 agosto.
«Ho assunto anche l’impegno di versare il trattamento di fine rapporto ad un lavoratore andato in pensione lo scorso giugno», precisa Dell’Omodarme, dicendosi disponibile ad accogliere e a valutare alternative alla chiusura dello stabilimento. «Sono fermo sul mio mandato – aggiunge il liquidatore, che i sindacati incontreranno nuovamente il 29 agosto –, ma sono pronto a valutare eventuali proposte concrete».
Un imprenditore, o un gruppo industriale, pronto a rilevare l’azienda potrebbe essere una delle poche àncore di salvataggio per gli 85 operai della Tmm.
«La crisi della Tmm potrebbe innescare una serie di problemi anche in altre aziende – avverte Claudio Garzotto della Fim-Cisl – Pure per questo chiediamo di vagliare ogni possibile strada, anche un ripensamento da parte della società, per evitare la perdita delle attività sul territorio e la forza sociale che ha un’azienda».
Un incontro, quello di ieri, che ha aperto la strada delle possibili trattative in vista dell’unità di crisi convocata dalla Regione per il 21 agosto.
In quella sede i sindacati attendono il supporto delle istituzioni, anche per cercare un imprenditore interessato a rilevare lo stabilimento di viale Africa e scongiurare i licenziamenti di massa.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Ieri mattina, nel suo studio di Pisa, il commercialista Roberto Dell’Omodarme, nominato la scorsa settimana liquidatore dell’azienda di viale Africa, ha ricevuto i rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm e la Rsu dello stabilimento per avviare un tavolo di trattative e cercare di trovare una possibile alternativa alla chiusura dell’azienda dell’indotto Piaggio e al licenziamento di massa. O, almeno, per rendere il meno traumatico possibile il percorso di liquidazione che il gruppo Csl di Torino, di cui fa parte l’azienda che produce marmitte per moto, ha deciso di avviare dopo oltre dieci anni di bilanci in rosso e dopo una ricapitalizzazione di oltre nove milioni di euro, versati nelle casse della Tmm per alimentare le speranze di una ripresa che non si è mai concretizzata.
I sindacati hanno chiesto il ritiro della procedura di licenziamento, criticando soprattutto «l’atteggiamento assunto dall’ad della Tmm» che fino a pochi giorni prima della drastica decisione, aveva rassicurato sul mantenimento della produzione e dei livelli occupazionali.
Dell’Omodarme, pur sottolineando il “compito” di portare a termine la liquidazione della società, ha ribadito l’impegno a versare tutti gli stipendi (che gli 85 lavoratori avrebbero dovuto incassare la scorsa settimana) entro il prossimo 21 agosto.
«Ho assunto anche l’impegno di versare il trattamento di fine rapporto ad un lavoratore andato in pensione lo scorso giugno», precisa Dell’Omodarme, dicendosi disponibile ad accogliere e a valutare alternative alla chiusura dello stabilimento. «Sono fermo sul mio mandato – aggiunge il liquidatore, che i sindacati incontreranno nuovamente il 29 agosto –, ma sono pronto a valutare eventuali proposte concrete».
Un imprenditore, o un gruppo industriale, pronto a rilevare l’azienda potrebbe essere una delle poche àncore di salvataggio per gli 85 operai della Tmm.
«La crisi della Tmm potrebbe innescare una serie di problemi anche in altre aziende – avverte Claudio Garzotto della Fim-Cisl – Pure per questo chiediamo di vagliare ogni possibile strada, anche un ripensamento da parte della società, per evitare la perdita delle attività sul territorio e la forza sociale che ha un’azienda».
Un incontro, quello di ieri, che ha aperto la strada delle possibili trattative in vista dell’unità di crisi convocata dalla Regione per il 21 agosto.
In quella sede i sindacati attendono il supporto delle istituzioni, anche per cercare un imprenditore interessato a rilevare lo stabilimento di viale Africa e scongiurare i licenziamenti di massa.
Danilo Renzullo
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