Il Tirreno

Pontedera

viabilità e contenzioso 

«Sr 439, la Provincia è parte lesa»

«Sr 439, la Provincia è parte lesa»

Per concludere e collaudare l’opera è allo studio una transazione

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CASTELNUOVO VALDICECINA. La Provincia interviene sulla vicenda della variente Srt 439 di Castelnuovo Valdicecina per fare «alcune precisazioni sia in merito all’attività posta in essere per il proseguimento dei lavori stessi, sia relativamente ai contenuti dell’ordinanza della Corte di Appello n. 47/2017».

«Per quanto attiene la non corretta esecuzione dei lavori – si legge in una nota – precisiamo che la Provincia è parte lesa, come comprovato dalle formali contestazioni alla ditta esecutrice dei lavori avanzate dal responsabile del procedimento a seguito dell’esito negativo del collaudo tecnico-amministrativo e della conseguente necessità di predisporre ed approvare un apposito progetto finalizzato a rendere collaudabile l’intera opera realizzata secondo le indicazioni del collaudatore. Interesse primario della Provincia è, d’altra parte, la chiusura dell’opera e il collaudo della stessa. Per raggiungere questo obiettivo si sta verificando la fattibilità di una transazione con la ditta esecutrice che, rispetto all’attuale situazione, comporterebbe una maggiore spesa per la Provincia di 350. 000 euro».

«Se l’ipotesi transattiva dovesse fallire – prosegue il documento – la Provincia dovrebbe avviare un contenzioso con la ditta attuale e dovrebbe fare una gara, con un allungamento dei tempi e una conseguente revisione dei prezzi rispetto a quelli dell’attuale contratto. In relazione alla sentenza della Corte di Appello, si evidenzia che le frasi riportate in virgolettato dell’articolo del Tirreno del 24 luglio non si riferiscono, come indicato nell’articolo, “alla modalità di esecuzione dei lavori”, in quanto gli stessi non erano oggetto del ricorso in tribunale, ma alle modalità di individuazione della dimensione dei terreni di proprietà della fmaiglia Inghirami interessati dalla procedura espropriativa, nonché dei relativi indennizzi, così come erano stati determinati dalla Provincia prima e dalla commissione espropri poi e contestati, invece, dai proprietari. Contro tale ordinanza la Provincia ha deciso di promuovere ricorso in Cassazione anche in ordine agli aspetti della decisione inerenti la quantificazione e il relativo indennizzo delle aree».



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