Sicurezza
I titolari della boutique due mila
«Pronti a salvare la Sagra del cinghiale con i cacciatori»
CASTELFRANCO. Con i loro prodotti a base di selvaggina hanno girato mezza Europa, portando con sé il nome di Castelfranco e della Francigena attraverso le ricette della più autentica cucina toscana....
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CASTELFRANCO. Con i loro prodotti a base di selvaggina hanno girato mezza Europa, portando con sé il nome di Castelfranco e della Francigena attraverso le ricette della più autentica cucina toscana. Adesso, forti di una storia arrivata alle soglie dei 50 anni, si candidano per salvare la mitica Sagra del Cinghiale, convinti che non ci sia alcun motivo per interrompere una festa che va avanti da 36 anni.
«Perché non è vero che non c’è più nessuno. Noi ci siamo, e siamo pronti a lavorare insieme ai cinghialai». Parola di Fernando Segnalini, titolare insieme alla moglie Mila e al figlio Alessio della nota Boutique Due Mila di Orentano, l’azienda specializzata nella lavorazione e commercializzazione di carne da selvaggina proveniente da tutta la Toscana. Una realtà che va avanti dal 1969, dall’apertura della storica macelleria in via Valdinievole a Galleno, poi trasformata nel ristorante “La Gola di Bacco” dopo l’apertura della nuova sede di Orentano. Una struttura moderna e all’avanguardia, che secondo la famiglia Segnalini potrebbe essere perfetta per dare l’aiuto che serve alla sagra castelfranchese. Per quest’anno, infatti, tutto lascia pensare che la 37esima edizione non si farà, nonostante il presidente dei cinghialai, alle prese con alcuni problemi di salute, abbia indicato agli altri componenti del gruppo la necessità di andare avanti. Una parte dei cacciatori, però, pare intenzionata a saltare, almeno per il 2017, in attesa di trovare un aiuto o una collaborazione dal prossimo anno.
Secondo Segnalini, invece, c’è ancora tempo per organizzare la festa a settembre: «Appena appresa la notizia – racconta –, dopo averne parlato anche con il nostro veterinario, ho inviato una mail ad uno dei cinghialai, chiedendo un incontro che probabilmente faremo nella seconda metà di agosto. Noi potremmo cuocere i loro animali nel nostro laboratorio, portandoli poi a Castelfranco ed eventualmente aggiungendo animali nostri qualora quelli dei cacciatori non fossero sufficienti. Per noi è un’occasione per lavorare e farci conoscere, ma anche un modo per dare un servizio al territorio che più volte abbiamo rappresentato in giro per l’Italia». (g. p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Perché non è vero che non c’è più nessuno. Noi ci siamo, e siamo pronti a lavorare insieme ai cinghialai». Parola di Fernando Segnalini, titolare insieme alla moglie Mila e al figlio Alessio della nota Boutique Due Mila di Orentano, l’azienda specializzata nella lavorazione e commercializzazione di carne da selvaggina proveniente da tutta la Toscana. Una realtà che va avanti dal 1969, dall’apertura della storica macelleria in via Valdinievole a Galleno, poi trasformata nel ristorante “La Gola di Bacco” dopo l’apertura della nuova sede di Orentano. Una struttura moderna e all’avanguardia, che secondo la famiglia Segnalini potrebbe essere perfetta per dare l’aiuto che serve alla sagra castelfranchese. Per quest’anno, infatti, tutto lascia pensare che la 37esima edizione non si farà, nonostante il presidente dei cinghialai, alle prese con alcuni problemi di salute, abbia indicato agli altri componenti del gruppo la necessità di andare avanti. Una parte dei cacciatori, però, pare intenzionata a saltare, almeno per il 2017, in attesa di trovare un aiuto o una collaborazione dal prossimo anno.
Secondo Segnalini, invece, c’è ancora tempo per organizzare la festa a settembre: «Appena appresa la notizia – racconta –, dopo averne parlato anche con il nostro veterinario, ho inviato una mail ad uno dei cinghialai, chiedendo un incontro che probabilmente faremo nella seconda metà di agosto. Noi potremmo cuocere i loro animali nel nostro laboratorio, portandoli poi a Castelfranco ed eventualmente aggiungendo animali nostri qualora quelli dei cacciatori non fossero sufficienti. Per noi è un’occasione per lavorare e farci conoscere, ma anche un modo per dare un servizio al territorio che più volte abbiamo rappresentato in giro per l’Italia». (g. p.)
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