Sicurezza
Tmm, avviata la liquidazione della società
di Danilo Renzullo
La proprietà ha nominato un commissario Ormai vicini al licenziamento gli 85 operai
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PONTEDERA. Il tanto atteso lieto fine non c’è stato. A mettere una pietra sulla fase di incertezza è stata la stessa Tmm. Società in liquidazione e operai a un passo dal licenziamento.
La conferma di una possibile chiusura dello stabilimento di viale Africa è arrivata ieri mattina a poche ore da un incontro tra l’amministratore delegato e i rappresentanti sindacali che avrebbe dovuto fare il punto sullo stallo dell’azienda dell’indotto Piaggio. La proprietà, il gruppo Csl di Torino, ha deciso di nominare un commissario liquidatore, che dovrà traghettare lo stabilimento di viale Africa verso la chiusura definitiva. O, in alternativa, cercare una soluzione per far ripartire la produzione e salvare i livelli occupazionali. La decisione è stata comunicata ai rappresentanti dei lavoratori ieri mattina, mentre gli operai stavano allestendo nuovamente il presidio di protesta davanti ai cancelli dell’azienda, “blindati” nei giorni scorsi con catene e lucchetti per evitare eventuali occupazioni della fabbrica. Nessuna riapertura. La proprietà ha confermato i timori che dalla scorsa settimana, a pochi giorni dalla sospensione per ferie della produzione, hanno spinto i lavoratori a scendere in strada e a chiedere certezze per il futuro dello stabilimento e delle quasi cento persone impiegate (una decina di amministrativi, oltre agli operai). «L’assemblea dei soci della Tmm - si legge nella comunicazione inviata ai sindacati - ha deliberato di sciogliere anticipatamente la società e di metterla in liquidazione».
Poche righe per chiudere una storia industriale nata quasi quindici anni fa, quando dopo il fallimento delle ditte Parrini attive a Bientina e Pontedera, la Tmm, già attiva a Migliarino, riuscì a salvare la produzione e centinaia di operai. La cui speranza di una stabilità lavorativa si è eclissata in un’afosa giornata di agosto. La stessa che i dipendenti della società hanno sfidato scendendo in strada con un presidio che andrà avanti a oltranza davanti ai cancelli dello stabilimento. Giorno e notte. Ieri pomeriggio è arrivata anche la Croce Rossa per allestire una struttura temporanea per consentire agli operai di trascorrere la notte davanti alla fabbrica, dove ieri mattina sono passati anche molti consiglieri comunali e il sindaco di Pontedera Simone Millozzi per portare la solidarietà delle istituzioni e per cercare di intraprendere un percorso per provare a salvare i livelli occupazionali. La protesta, pacifica, si sposterà oggi a Pisa davanti al palazzo della prefettura, dove i sindacati saranno ricevuti in un incontro urgente per discutere delle possibili ricadute sociali di una chiusura che rischia di infliggere un altro duro colpo alla tenuta economica e occupazionale della Valdera. La crisi economica e la delocalizzazione delle commesse verso Oriente da parte dei colossi industriali, avrebbe spinto la società a sbarrare i cancelli di viale Africa. «Si tratta di un’azienda che ha da tempo bilanci negativi - sottolinea Marco Comparini, leader della Fiom-Cgil di Pisa - Adesso attendiamo di incontrare il liquidatore per capire se e quali sono le possibili alternative ai licenziamenti».
La vendita o la cessione del ramo aziendale potrebbe salvare l’intera forza lavoro o parte di essa.
Un appello a evitare la chiusura è arrivato anche da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana dove il 21 agosto i rappresentanti istituzionali incontreranno quelli dei lavoratori. «Stiamo seguendo con attenzione la crisi della Tmm e siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie, nei confronti dei quali richiamiamo l’azienda alla massima sensibilità e responsabilità sociale. Faremo di tutto per scongiurare la chiusura dello stabilimento e per salvaguardarne la continuità produttiva», sottolinea Rossi, mentre l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli ieri pomeriggio è intervenuto al presidio organizzato dai lavoratori. «Abbiamo chiesto un incontro alla proprietà - dice Bugli - e chiederemo anche alla Piaggio, praticamente unica committente della Tmm, una speciale attenzione sulla vicenda».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La conferma di una possibile chiusura dello stabilimento di viale Africa è arrivata ieri mattina a poche ore da un incontro tra l’amministratore delegato e i rappresentanti sindacali che avrebbe dovuto fare il punto sullo stallo dell’azienda dell’indotto Piaggio. La proprietà, il gruppo Csl di Torino, ha deciso di nominare un commissario liquidatore, che dovrà traghettare lo stabilimento di viale Africa verso la chiusura definitiva. O, in alternativa, cercare una soluzione per far ripartire la produzione e salvare i livelli occupazionali. La decisione è stata comunicata ai rappresentanti dei lavoratori ieri mattina, mentre gli operai stavano allestendo nuovamente il presidio di protesta davanti ai cancelli dell’azienda, “blindati” nei giorni scorsi con catene e lucchetti per evitare eventuali occupazioni della fabbrica. Nessuna riapertura. La proprietà ha confermato i timori che dalla scorsa settimana, a pochi giorni dalla sospensione per ferie della produzione, hanno spinto i lavoratori a scendere in strada e a chiedere certezze per il futuro dello stabilimento e delle quasi cento persone impiegate (una decina di amministrativi, oltre agli operai). «L’assemblea dei soci della Tmm - si legge nella comunicazione inviata ai sindacati - ha deliberato di sciogliere anticipatamente la società e di metterla in liquidazione».
Poche righe per chiudere una storia industriale nata quasi quindici anni fa, quando dopo il fallimento delle ditte Parrini attive a Bientina e Pontedera, la Tmm, già attiva a Migliarino, riuscì a salvare la produzione e centinaia di operai. La cui speranza di una stabilità lavorativa si è eclissata in un’afosa giornata di agosto. La stessa che i dipendenti della società hanno sfidato scendendo in strada con un presidio che andrà avanti a oltranza davanti ai cancelli dello stabilimento. Giorno e notte. Ieri pomeriggio è arrivata anche la Croce Rossa per allestire una struttura temporanea per consentire agli operai di trascorrere la notte davanti alla fabbrica, dove ieri mattina sono passati anche molti consiglieri comunali e il sindaco di Pontedera Simone Millozzi per portare la solidarietà delle istituzioni e per cercare di intraprendere un percorso per provare a salvare i livelli occupazionali. La protesta, pacifica, si sposterà oggi a Pisa davanti al palazzo della prefettura, dove i sindacati saranno ricevuti in un incontro urgente per discutere delle possibili ricadute sociali di una chiusura che rischia di infliggere un altro duro colpo alla tenuta economica e occupazionale della Valdera. La crisi economica e la delocalizzazione delle commesse verso Oriente da parte dei colossi industriali, avrebbe spinto la società a sbarrare i cancelli di viale Africa. «Si tratta di un’azienda che ha da tempo bilanci negativi - sottolinea Marco Comparini, leader della Fiom-Cgil di Pisa - Adesso attendiamo di incontrare il liquidatore per capire se e quali sono le possibili alternative ai licenziamenti».
La vendita o la cessione del ramo aziendale potrebbe salvare l’intera forza lavoro o parte di essa.
Un appello a evitare la chiusura è arrivato anche da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana dove il 21 agosto i rappresentanti istituzionali incontreranno quelli dei lavoratori. «Stiamo seguendo con attenzione la crisi della Tmm e siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie, nei confronti dei quali richiamiamo l’azienda alla massima sensibilità e responsabilità sociale. Faremo di tutto per scongiurare la chiusura dello stabilimento e per salvaguardarne la continuità produttiva», sottolinea Rossi, mentre l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli ieri pomeriggio è intervenuto al presidio organizzato dai lavoratori. «Abbiamo chiesto un incontro alla proprietà - dice Bugli - e chiederemo anche alla Piaggio, praticamente unica committente della Tmm, una speciale attenzione sulla vicenda».
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