Sicurezza
Morto l’ex del Torino Lando Macchi, 87 anni
Scampò alla tragedia di Superga, per un problema burocratico: non aveva avuto il passaporto e così si era salvato. Oggi il funerale nella chiesa di Ponsacco
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PONSACCO. È morto Lando Macchi, 87 anni, di Ponsacco, e il mondo del calcio e in modo particolare quello legato alla squadra del Torino è in lutto. Macchi, infatti, di ruolo centrocampista, fu un prodotto del vivaio del Toro, scampò alla tragedia di Superga, e insieme a 10 compagni, esordì con la maglia granata in Serie A il 15 maggio del 1949, nella prima gara post tragedia di Superga, contro il Genoa. Macchi disputò 3 delle 4 partite di quell’ultimo scampolo di campionato, vincendo sul campo lo scudetto già comunque assegnato al Toro. Macchi giocò con il Toro fino al 1950, interrompendo il legame coi granata per volare allo Spezia, e per poi tornare dopo appena una stagione nuovamente in granata, fino al 1954.
A dare la notizia è stata la stessa società granata con un post sulla sua pagina Facebook con un messaggio di cordoglio alla famiglia. «Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club partecipano sentitamente al dolore della famiglia per la scomparsa di Lando Macchi, calciatore cresciuto nel settore giovanile cui toccò il grave compito di debuttare in serie A, assieme ai suoi giovani compagni, il 15 maggio 1949, subito dopo la tragedia di Superga», ha scritto la società. Quei ragazzi, pur dopo una tragedia così grande, resero onore alle vittime e vinsero le quattro partite che mancavano alla fine del campionato (Macchi saltò solo l’ultima gara), contro Genoa, Palermo, Sampdoria, Fiorentina e guadagnarono anche sul campo uno scudetto comunque già assegnato al Torino. Nello scorso febbraio Macchi, quando ancora non si pensava che di lì a poco se ne sarebbe andato, partecipò al Museo del Calcio di Coverciano alla proiezione del documentario “L’ultimo viaggio del Conte Rosso”, ovvero il racconto delle ultime partite della stagione 1948-49 attraverso la memoria e le testimonianze dei protagonisti. Struggente il ricordo di Macchi in quella serata: «Sarei dovuto partire anche io con il Grande Torino per Lisbona, come riserva assieme a Giuliano perché a Milano due calciatori della prima squadra si erano infortunati. Ma siccome era domenica non mi timbrarono in tempo il passaporto e così rimasi a Torino». Macchi era ricoverato all’ospedale Lotti di Pontedera dove è morto la notte scorsa lasciando i parenti nel dolore. La salma è stata composta nelle cappelle della Misericordia e oggi pomeriggio alle 16 ci sarà il funerale nella chiesa di San Giovanni.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A dare la notizia è stata la stessa società granata con un post sulla sua pagina Facebook con un messaggio di cordoglio alla famiglia. «Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club partecipano sentitamente al dolore della famiglia per la scomparsa di Lando Macchi, calciatore cresciuto nel settore giovanile cui toccò il grave compito di debuttare in serie A, assieme ai suoi giovani compagni, il 15 maggio 1949, subito dopo la tragedia di Superga», ha scritto la società. Quei ragazzi, pur dopo una tragedia così grande, resero onore alle vittime e vinsero le quattro partite che mancavano alla fine del campionato (Macchi saltò solo l’ultima gara), contro Genoa, Palermo, Sampdoria, Fiorentina e guadagnarono anche sul campo uno scudetto comunque già assegnato al Torino. Nello scorso febbraio Macchi, quando ancora non si pensava che di lì a poco se ne sarebbe andato, partecipò al Museo del Calcio di Coverciano alla proiezione del documentario “L’ultimo viaggio del Conte Rosso”, ovvero il racconto delle ultime partite della stagione 1948-49 attraverso la memoria e le testimonianze dei protagonisti. Struggente il ricordo di Macchi in quella serata: «Sarei dovuto partire anche io con il Grande Torino per Lisbona, come riserva assieme a Giuliano perché a Milano due calciatori della prima squadra si erano infortunati. Ma siccome era domenica non mi timbrarono in tempo il passaporto e così rimasi a Torino». Macchi era ricoverato all’ospedale Lotti di Pontedera dove è morto la notte scorsa lasciando i parenti nel dolore. La salma è stata composta nelle cappelle della Misericordia e oggi pomeriggio alle 16 ci sarà il funerale nella chiesa di San Giovanni.(s.c.)
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