Proteste
La testimonianza
Lando Macchi (nella foto), classe 1930, giocava nella formazione Ragazzi del Torino quando il 4 maggio 1949, l'aereo che riportava a casa Valentino Mazzola e compagni, di ritorno da un'amichevole a...
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Lando Macchi (nella foto), classe 1930, giocava nella formazione Ragazzi del Torino quando il 4 maggio 1949, l'aereo che riportava a casa Valentino Mazzola e compagni, di ritorno da un'amichevole a Lisbona, si schiantò sul colle di Superga. Una tragedia che segnò l'Italia: in un sol colpo se ne andò il Grande Toro, quello dei 5 scudetti vinti tra il '43 e il '49, costruito da presidente Ferruccio Novo e imbattuto al mitico Filadelfia per 6 anni.
Lando era una speranza del calcio italiano. A distanza di qualche giorno dalla tragedia, seppe che avrebbe dovuto prendere parte a quella trasferta: «Dovevo esserci anche io - raccontava in un’intervista al Tirreno qualche anno fa - Fu il ragionier Giusti e rivelarmelo. La domenica precedente, durante la partita di campionato con l'Inter, a Milano, due nostri giocatori si erano infortunati. Non ce l'avrebbero fatta a recuperare e così pensarono di convocare me e un altro giovane. Ma il nostro passaporto doveva essere vidimato, ma era domenica sera e non fu possibile».
Lando era una speranza del calcio italiano. A distanza di qualche giorno dalla tragedia, seppe che avrebbe dovuto prendere parte a quella trasferta: «Dovevo esserci anche io - raccontava in un’intervista al Tirreno qualche anno fa - Fu il ragionier Giusti e rivelarmelo. La domenica precedente, durante la partita di campionato con l'Inter, a Milano, due nostri giocatori si erano infortunati. Non ce l'avrebbero fatta a recuperare e così pensarono di convocare me e un altro giovane. Ma il nostro passaporto doveva essere vidimato, ma era domenica sera e non fu possibile».
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