Il Tirreno

Pontedera

Il collaudo non c’è e il distretto resta chiuso anche se pronto

Il collaudo non c’è e il distretto resta chiuso anche se pronto

È una storia infinita quella della realizzazione della struttura sociosanitaria di Casciavola I lavori non sono stati eseguiti come previsto dalla normativa antincendio e devono essere modificati

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CASCINA. L’apertura del nuovo distretto socio sanitario di Casciavola viene rinviata di mese in mese. Di chi la colpa? Le motivazioni sono le più diverse. Fatto sta che dopo che il Comune aveva fatto installare la segnaletica stradale, dopo che ci si è accorti che il parcheggio previsto a servizio della nuova struttura socio sanitaria è insufficiente, ora dagli armadi - chissà se uno spazio come questo basta per contenere gli atti relativi all’ opera - esce un altro “scheletro”. E tutto questo dopo molte peripezie iniziate con la sospensione dei lavori disposta dalla prefettura in quanto l’azienda che si era aggiudicata l’appalto poteva essere a rischio rispetto a infiltrazioni con la criminalità anche se poi questa ipotesi era sfumata. In fase di collaudi i tecnici incaricati si sono resi conto che non tutti i lavori alla copertura dell’edificio rispettano quanto richiesto dalla normativa. Dunque, niente collaudo e nessuna apertura in arrivo anche se l’amministrazione comunale aveva ipotizzato come mese di apertura quello di giugno. L’edificio deve essere messo a norma ai fini del nulla osta per la prevenzione degli incendi. In buona sostanza il direttore dei lavori non avrebbe, così è stato detto, verificato se la costruzione rispettava quanto richiesto dalla normativa antincendio. L’intervento da realizzare, dovranno essere smontate alcune parti e trattate con materiali particolari che le rendano adatte a quanto chiesto dalla normativa, non sarà concluso prima di dicembre. E il Comune ha chiesto all’Asl di farsi carico dei lavori di adeguamento alle norme di prevenzione incendi. Solo il seguito il tecnico del Comune potrà eseguire le operazioni peritali per arrivare al rilascio del certificato di agibilità dell’edificio e poi finalmente potrà essere programmato il trasferimento.

L’edificio è ormai pronto da un anno. Ma per una ragione e l’altra tra Asl e Comune non riescono a mettere un punto fermo nella vicenda e come sempre succede in questi casi la colpa rischia di morire fanciulla, nel senso che nessuno se ne vuole assumere la responsabilità.

In ogni caso l’autunno si profila abbastanza caldo sul fronte dei temi del sociale e della sanità. Cascina ha perso nell’ultimo anno l’unico centro diurno per anziani che aveva e che era a Zambra, gestito dalla cooperativa Paim. L’ipotesi di aprirne un altro all’interno dell’istituto Remaggi a San Lorenzo alle Corti si è arenata. Così come non è chiaro come si intenda procedere per la casa della salute che in altre realtà è già stata aperta e che a Cascina avrebbe dovuto essere realizzata nell’attuale sede del distretto Asl di Navacchio, ovviamente dopo un intervento di ristrutturazione.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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