Sicurezza
Muore a 62 anni medico stroncato da una malattia
Pontedera: pochi mesi fa si era sposato con la donna che è stata la sua compagna per 14 anni
PONTEDERA. Sapeva di avere una grave malattia ma questo non gli ha impedito di combatterla per come poteva e di cercare di superare con le terapie i dolori che questa gli procurava. Era così consapevole delle difficile prova che lo aspettava che aveva deciso, nel maggio scorso, di sposare la compagna di una vita. Di anni Marco Marconcini, medico molto conosciuto anche per il suo lavoro, ne aveva 62. E molteplici interessi oltre ad un carattere “frizzante” che lo portava dire sempre quello che pensava. Ieri mattina Marconcini si è sentito male mentre era in casa. I familiari hanno chiesto l’intervento di un’ambulanza del 118 ma quando il personale dell’emergenza sanitaria è arrivato sul posto per il professionista non c’era molto da fare.
La famiglia del dottor Marco Marconcini ha annunciato la sua scomparsa anche sui social ricordando che da molti mesi il professionista combatteva contro un grave male che lo ha attanagliato fino a queste ultime ore. Il 7 maggio 2017 si era sposato dopo 14 anni di convivenza, un ultimo atto a conferma di un profondo legame con la sua compagna, oggi vedova.
Il dottore di medicina generale e terapia del dolore tramite agopuntura dopo la laurea, conseguita nel 1988, aveva lavorato a Empoli e nella carceri toscane, tra cui Volterra, Montelupo Fiorentino e Pistoia. I suoi studi lo hanno portato ad approfondire anche le questioni delle manipolazioni vertebrali e articolari. Nel 2013 era stato premiato per i 25 anni di laurea degli iscritti all’Ordine dei Medici.
«Conoscevo bene Giovanni - dice la professoressa Cecilia Robustelli - la sua è una famiglia molto conosciuta a Pontedera. Suo padre Giovanni, era capo comunista e partigiano ma anche grande amico di mia zia Mina Boschi. È una lunga storia. Giovanni aveva salvato Mina, capitana delle ausiliarie, a Como, quando era stata catturata da un gruppo di partigiane e rischiava la fucilazione. Tant’è che poi Mina ha sempre aiutato Giovanni ed è stata madrina al battesimo di Marco e del suo fratello. Così anche Marco era legato a Mina e quindi alla mia famiglia». La professoressa ricorda quando il medico parlava della sua infanzia oltre «che del legame con mia zia che descriveva come una persona buona e generosa. Ricordo la sua foga quando ne parlava, lo ha fatto più volte anche su Facebook. Era medico nel carcere di Pistoia, una persona forse un po’ originale (e chi non lo è? ) ma che stimavo molto». Il funerale si svolgerà il 10 agosto alle 10 nella chiesa del Sacro Cuore. (s.c.)
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