Sicurezza
Terrore in centro, con l’auto sfonda il portone del Comune
Arrestato un ex commerciante di 47 anni. È la seconda volta che l’uomo decide di protestare così contro il sindaco
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PONTEDERA. La casa popolare la figlia l’ha avuta. Ma è in un condominio abitato da molti stranieri e lui teme per la sua incolumità. «È un ghetto, ci sono stranieri, spaccio e prostituzione», si è giustificato dopo l’arresto. «Temo per l’incolumità di mia figlia, voglio che abbia un’altra casa», ha detto al giudice in tribunale. E così Giuseppe Pizzo, 47 anni, ex commerciante ed ora magazziniere, ha replicato il blitz che due anni fa gli era già costato un arresto (e un patteggiamento della pena), anche se poi il Comune non gli aveva fatto pagare i danni. L’altra sera, l’uomo dopo aver vagato lungo corso Matteotti, prima a piedi e poi alla guida di una Lancia Y, si è lanciato con la vettura contro il portone di legno dell’ingresso del municipio. In tanti lo hanno visto e sentito urlare frasi di minaccia contro gli amministratori e contro il comandante della polizia municipale, che è stato tra i primi a intervenire a Palazzo Stefanelli.
Molti cittadini che stavano trascorrendo una tranquilla serata in centro sono rimasti sconvolti: l’uomo aveva un occhio bendato e atteggiamenti nervosi. C’è chi ha temuto, come racconta una giovane che ha assistito alla scena, che l’automobilista volesse investire i passanti. Così Pontedera è piombata all’improvviso nella paura.
Tra i primi ad arrivare, oltre al comandante dei vigili e ai carabinieri, il sindaco Simone Millozzi. L’auto, oltre a creare danni alla porta a vetri vicino alla scala centrale del municipio, ha scardinato il pesante portone. In piena notte è stato svegliato un operaio delle manutenzioni che in qualche modo, con una grossa catena, ha chiuso l’ingresso.
Era solo l’inizio di una giornata di grande amarezza. «È lo stesso individuo di circa due anni fa – ha detto Millozzi –. Ancora lui, sempre lui è di nuovo entrato con la macchina dentro l'atrio del Comune. Agli agenti che lo hanno arrestato farneticava i soliti slogan contro gli stranieri. Nei social network già dalla notte sono comparse versioni che parlavano della decisione del Comune di “sfrattare da una casa una cittadina italiana disabile per mettere dentro degli africani”. Queste affermazioni non corrispondono a verità e sono il frutto di una campagna di odio e di intolleranza ormai evidente in certi gruppi virtuali presenti nella rete».
Con grande difficoltà l’uomo è stato bloccato e arrestato per danneggiamento aggravato, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
L’arrestato ha afferrato per un braccio il nuovo comandante della Municipale, Daniele Campani, e lo ha minacciato di morte. Mentre il Comune formalizzava, il giudice ha convalidato l’arresto con l'obbligo di firma. Ogni giorno l’uomo dovrà presentarsi in caserma dai carabinieri a firmare.
In tribunale Pizzo, che è difeso dall’avvocato Rolando Rossi, si è detto pronto a pagare i danni e ha seguito lo stesso copione della prima volta: ha chiesto scusa. Visto il disagio dell’uomo, è concreto il timore che possa tornare a compiere altri danneggiamenti. «Sono sconfortato – dice il sindaco – per l’esito di questa vicenda». Chi si aspettava un provvedimento di divieto di avvicinamento al municipio è rimasto deluso. Il processo è stato aggiornato al 22 novembre. Nel frattempo, sui social sono esplose le polemiche, anche se non sono mancate ferme prese di posizione per condannare il gesto. «Cercheremo di fargli pagare i danni – dice il sindaco –, gli uffici hanno sempre seguito la situazione, la figlia ha avuto la casa. Ma il gesto che ha compiuto resta inaccettabile».
Sabrina Chiellini
Molti cittadini che stavano trascorrendo una tranquilla serata in centro sono rimasti sconvolti: l’uomo aveva un occhio bendato e atteggiamenti nervosi. C’è chi ha temuto, come racconta una giovane che ha assistito alla scena, che l’automobilista volesse investire i passanti. Così Pontedera è piombata all’improvviso nella paura.
Tra i primi ad arrivare, oltre al comandante dei vigili e ai carabinieri, il sindaco Simone Millozzi. L’auto, oltre a creare danni alla porta a vetri vicino alla scala centrale del municipio, ha scardinato il pesante portone. In piena notte è stato svegliato un operaio delle manutenzioni che in qualche modo, con una grossa catena, ha chiuso l’ingresso.
Era solo l’inizio di una giornata di grande amarezza. «È lo stesso individuo di circa due anni fa – ha detto Millozzi –. Ancora lui, sempre lui è di nuovo entrato con la macchina dentro l'atrio del Comune. Agli agenti che lo hanno arrestato farneticava i soliti slogan contro gli stranieri. Nei social network già dalla notte sono comparse versioni che parlavano della decisione del Comune di “sfrattare da una casa una cittadina italiana disabile per mettere dentro degli africani”. Queste affermazioni non corrispondono a verità e sono il frutto di una campagna di odio e di intolleranza ormai evidente in certi gruppi virtuali presenti nella rete».
Con grande difficoltà l’uomo è stato bloccato e arrestato per danneggiamento aggravato, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
L’arrestato ha afferrato per un braccio il nuovo comandante della Municipale, Daniele Campani, e lo ha minacciato di morte. Mentre il Comune formalizzava, il giudice ha convalidato l’arresto con l'obbligo di firma. Ogni giorno l’uomo dovrà presentarsi in caserma dai carabinieri a firmare.
In tribunale Pizzo, che è difeso dall’avvocato Rolando Rossi, si è detto pronto a pagare i danni e ha seguito lo stesso copione della prima volta: ha chiesto scusa. Visto il disagio dell’uomo, è concreto il timore che possa tornare a compiere altri danneggiamenti. «Sono sconfortato – dice il sindaco – per l’esito di questa vicenda». Chi si aspettava un provvedimento di divieto di avvicinamento al municipio è rimasto deluso. Il processo è stato aggiornato al 22 novembre. Nel frattempo, sui social sono esplose le polemiche, anche se non sono mancate ferme prese di posizione per condannare il gesto. «Cercheremo di fargli pagare i danni – dice il sindaco –, gli uffici hanno sempre seguito la situazione, la figlia ha avuto la casa. Ma il gesto che ha compiuto resta inaccettabile».
Sabrina Chiellini
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