Il Tirreno

Pontedera

Tmm, a Torino si decide il destino di 85 lavoratori

di Danilo Renzullo

Gli operai impiegati nello stabilimento di viale Africa attenderanno in presidio l’esito dell’incontro sul futuro della storica fabbrica dell’indotto Piaggio

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PONTEDERA. La produzione è ferma per ferie, ma gli operai saranno ugualmente in fabbrica per rivendicare risposte e certezze su un futuro lavorativo che appare sempre più incerto.

Gli 85 lavoratori impiegati alla Tmm di Pontedera, lo stabilimento di viale Africa dell’indotto Piaggio, si riuniranno questa mattina in presidio davanti ai cancelli della fabbrica per contestare le mancate risposte da parte della proprietà alle voci, sempre più insistenti, di una probabile chiusura dello stabilimento che produce marmitte e del conseguente licenziamento dell’intera forza lavoro.

Alla giornata di sciopero dichiarata a sorpresa venerdì scorso dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali, la proprietà (l’azienda fa parte del gruppo Csl di Torino) ha risposto blindando i cancelli dello stabilimento. Catene e lucchetti sono comparsi di notte accanto alle bandiere dei sindacati dei metalmeccanici affisse sui cancelli e sulle barriere metalliche che cingono la fabbrica per mantenere alta l’attenzione su una situazione che rischia di precipitare nel pieno delle ferie agostane. Il timore per i lavoratori è che quando, secondo i programmi, a settembre la fabbrica dovrà riaprire le porte agli operai, i macchinari saranno spenti. Una preoccupazione rilanciata, seppur virtualmente, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (che nel novembre 2010 proprio nei locali dello stabilimento di viale Africa partecipò ad un consiglio comunale straordinario convocato per cercare di avviare un percorso di uscita dalla crisi economica della Valdera), che su Facebook si schiera accanto agli operai riprendendo l’invito a fare chiarezza che Jonathan Rimicci, coordinatore di Articolo Uno-Mdp del Valdarno Inferiore, ha lanciato alla proprietà. Eppure il lavoro non manca, anche se potrebbe iniziare a scarseggiare. La scorsa settimana, la Peugeot (per la quale era attiva una commessa che occupava una decina di lavoratori) ha ritirato tutto il materiale e interrotto la collaborazione. Poi è stata la volta degli operai, che a sorpresa hanno incrociato le braccia per convincere la proprietà a rispondere alle richieste dei sindacati. Quali sono i programmi? Qual è il futuro degli 85 operai che dopo il fallimento delle vecchie ditte Parrino di Bientina sembravano aver trovato una certa stabilità in un piccolo colosso dell’area industriale di Pontedera che anno dopo anno, ristrutturazione dopo ristrutturazione (gestite sempre in modo da impattare il meno possibile sul lavoro e sui lavoratori), è andato pian piano sgonfiandosi? Il silenzio della proprietà, le promesse e le conseguenti smentite dell’amministratore delegato hanno spinto i lavoratori a vederci chiaro, anche attraverso forme di lotta che questa mattina riprenderanno con un presidio davanti ai cancelli sbarrati da catene e lucchetti, messi, secondo gli operai, per impedire o cercare di tenere lontane le proteste. Nel piazzale antistante lo stabilimento attenderanno risposte da Torino. Nella sede piemontese del gruppo che produce marmitte per moto e auto la proprietà e l’amministratore delegato della Tmm dovrebbero infatti decidere il futuro dello stabilimento pontederese. Dal sindacato generale di base di Pisa arriva invece l’invito a «rompere le catene e ad occupare la fabbrica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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