Attenzione
Esplode la rabbia per lo stop del Comune al campo sportivo
La società del San Frediano Calcio all’attacco dopo l’ordinanza firmata dalla sindaca per la mancanza di alcune autorizzazioni
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CASCINA . L’ordinanza sindacale di interdizione del campo sportivo e di tutti i fabbricati all’interno dell’area sportiva di San Frediano a Settimo ha avuto l’effetto dei fulmini a ciel sereno. La società del San Frediano Calcio se la prende con il Comune che non l’ha informata dell’ordinanza pubblicata all’albo pretorio on line, e quindi accessibile a tutti, il 3 agosto. «Il San Frediano Calcio Asd è venuto a conoscenza dell’ordinanza del 3 agosto a mezzo stampa, dal Tirreno. Sembra assurdo ma è proprio così. Si decide e si chiude un impianto sportivo che ospita 150 bambini senza fare molti fronzoli, senza neanche avvisare, con un articolo sul giornale». La società sportiva si dice allibita, insomma, dalla vicenda che peraltro si trascina, come si intuisce leggendo l’ordinanza, non proprio da ieri, anzi da mesi e anni. «La società con le sue strutture è lì dal 1922, naturalmente con impianti rinnovati negli anni, non possiamo credere che questa nuova giunta possa cancellare tutto. Prendiamo atto della chiusura del campo “Parra”, e non dalle istituzioni come un rapporto civile tra governanti e governati – dice la società (il vicepresidente Stefano Lucchesi, raggiunto per telefono, ci conferma questi passaggi e spiega che tutto ha avuto inizio dopo un verbale dell’Asl) –. A novembre dopo un sopralluogo di verifica ci vennero chieste delle certificazioni che erano state consegnate nei tempi previsti. Tale decisione non tiene minimamente conto, per mancanza di competenza in materia, delle conseguenze, visto che le attività societarie si definiscono entro il mese di luglio. Non osiamo pensare che ciò invece sia voluto. Vogliamo rassicurare tutti i nostri tesserati e simpatizzanti che comunque vada non lasceremo a casa nessuno dei ragazzi che hanno scelto la nostra società, troveremo una soluzione».
Nel paese la notizia della chiusura del campo sportivo ha suscitato molte preoccupazioni, proprio per la funzione sociale legata alle attività della società sportiva che ora chiede un incontro con la sindaca e denuncia il mancato confronto su questa vicenda. Proprio sulla gestione del bando per affidare le strutture sportive alle associazioni si è consumata in parte la rottura in giunta con l’ex vicesindaco, Michele Parrini.
Dopo il sopralluogo dell’Asl, del novembre scorso, sono emersi una serie di problemi nella parte che riguarda l’area della ristorazione e dell’impianto in generale. Problemi ereditati dai precedenti amministratori, ma che dopo mesi, a quanto pare, stando all’ordinanza, non sono stati risolti. «Dal 1998 questo impianto viene dato in gestione dal Comune, anche se è di proprietà in parte di privati e in parte del demanio idrico – spiega Lucchesi –. Noi siamo subentrati nel 2008. Quando nei mesi scorsi ci è stato detto dall’Asl che mancava l’agibilità siamo andati in Comune a cercare gli atti. Ma non li abbiamo trovati. Abbiamo fatto a nostre spese la certificazione. Ma non va dimenticato che gli spogliatoi nel 2000 li ha realizzati il Comune e che per tutti questi anni il Comune stesso ha dato in gestione una struttura senza verificarne i requisiti». E qui sta il problema. L’anno scorso il bando per la gestione dei campi sportivi era stato rinnovato in fretta e furia. Ora che è stato predisposto il nuovo bando sono emerse alcune irregolarità edilizie, non solo a San Frediano a Settimo ma anche in altri impianti. Si tratta di piccoli abusi edilizi su cui probabilmente era stato chiuso un occhio, pensando al ruolo delle società sportive e all’importanza della loro attività per le famiglie. Ma quando sono emerse queste situazioni i responsabili degli uffici, come ci ha confermato lo stesso Michele Parrini, hanno chiesto di fare chiarezza. «Pensavamo che la certificazione che avevamo presentato al Comune fosse sufficiente – dice Lucchesi – nessuno ci ha detto nulla. Poi abbiamo subìto una serie di furti anche di cavi elettrici. Da quello che noi sappiamo gli spogliatoi non hanno l’agibilità e c’è un problema anche sull’impianto elettrico. Ma pensavamo fosse risolvibile. L’ordinanza ci ha sorpreso. Siamo senza parole».
Anche il Pd va all’attacco. «La chiusura degli impianti sportivi – si legge in una nota – è un vero e proprio autogol. È il segno che qualcosa non va in questa amministrazione: c’era ampio margine per evitare questo atto, se le richieste di certificazioni sono state avanzate da parte dell’amministrazione a novembre e la chiusura arriva il 3 agosto. La chiusura del campo di calcio del San Frediano sembra voler mettere in forse il futuro di un’attività sportiva storica per il comune di Cascina. Un sodalizio che sta per raggiungere un secolo di vita, da sempre basato sull’attività volontaristica».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nel paese la notizia della chiusura del campo sportivo ha suscitato molte preoccupazioni, proprio per la funzione sociale legata alle attività della società sportiva che ora chiede un incontro con la sindaca e denuncia il mancato confronto su questa vicenda. Proprio sulla gestione del bando per affidare le strutture sportive alle associazioni si è consumata in parte la rottura in giunta con l’ex vicesindaco, Michele Parrini.
Dopo il sopralluogo dell’Asl, del novembre scorso, sono emersi una serie di problemi nella parte che riguarda l’area della ristorazione e dell’impianto in generale. Problemi ereditati dai precedenti amministratori, ma che dopo mesi, a quanto pare, stando all’ordinanza, non sono stati risolti. «Dal 1998 questo impianto viene dato in gestione dal Comune, anche se è di proprietà in parte di privati e in parte del demanio idrico – spiega Lucchesi –. Noi siamo subentrati nel 2008. Quando nei mesi scorsi ci è stato detto dall’Asl che mancava l’agibilità siamo andati in Comune a cercare gli atti. Ma non li abbiamo trovati. Abbiamo fatto a nostre spese la certificazione. Ma non va dimenticato che gli spogliatoi nel 2000 li ha realizzati il Comune e che per tutti questi anni il Comune stesso ha dato in gestione una struttura senza verificarne i requisiti». E qui sta il problema. L’anno scorso il bando per la gestione dei campi sportivi era stato rinnovato in fretta e furia. Ora che è stato predisposto il nuovo bando sono emerse alcune irregolarità edilizie, non solo a San Frediano a Settimo ma anche in altri impianti. Si tratta di piccoli abusi edilizi su cui probabilmente era stato chiuso un occhio, pensando al ruolo delle società sportive e all’importanza della loro attività per le famiglie. Ma quando sono emerse queste situazioni i responsabili degli uffici, come ci ha confermato lo stesso Michele Parrini, hanno chiesto di fare chiarezza. «Pensavamo che la certificazione che avevamo presentato al Comune fosse sufficiente – dice Lucchesi – nessuno ci ha detto nulla. Poi abbiamo subìto una serie di furti anche di cavi elettrici. Da quello che noi sappiamo gli spogliatoi non hanno l’agibilità e c’è un problema anche sull’impianto elettrico. Ma pensavamo fosse risolvibile. L’ordinanza ci ha sorpreso. Siamo senza parole».
Anche il Pd va all’attacco. «La chiusura degli impianti sportivi – si legge in una nota – è un vero e proprio autogol. È il segno che qualcosa non va in questa amministrazione: c’era ampio margine per evitare questo atto, se le richieste di certificazioni sono state avanzate da parte dell’amministrazione a novembre e la chiusura arriva il 3 agosto. La chiusura del campo di calcio del San Frediano sembra voler mettere in forse il futuro di un’attività sportiva storica per il comune di Cascina. Un sodalizio che sta per raggiungere un secolo di vita, da sempre basato sull’attività volontaristica».
Sabrina Chiellini
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