Il Tirreno

Pontedera

Niente Sagra del Cinghiale i volontari gettano la... pentola

di Giacomo Pelfer
Niente Sagra del Cinghiale i volontari gettano la... pentola

Quella organizzata in piazza Dalla Chiesa a Castelfranco era una delle kermesse più attese e partecipate del comprensorio. Castellacci: «Serve un ricambio»

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Quando tutto iniziò, nel settembre di 36 anni fa, quella castelfranchese era una delle prime sagre del comprensorio, divenuta subito uno degli appuntamenti più apprezzati da buongustai e non solo. Un appuntamento che in pochi anni è entrato nell’immaginario collettivo come momento di passaggio che segnava la fine dell’estate: il luogo di ritrovo dopo le settimane di villeggiatura, ma anche l’occasione, per i più giovani, di rivedersi prima di tornare sui banchi di scuola. È anche per questo che Castelfranco non vuole rassegnarsi alla scomparsa della storica Sagra del Cinghiale, dopo la decisione degli organizzatori di lasciar perdere, almeno per quest’anno, cancellando dal calendario la manifestazione ospitata tra fine agosto e i primi weekend di settembre in piazza Dalla Chiesa. Un luogo che tutti, non a caso, hanno ribattezzato come la “piazza dei cinghialai”.

«Fino ad oggi siamo andati avanti come abbiamo potuto, ma quest’anno abbiamo preferito non far niente per evitare brutte figure», spiega Marco Castellacci, presidente Federcaccia di Castelfranco e membro dei cinghialai. Il motivo della scelta è legato innanzitutto alla mancanza di ricambio generazionale, con una squadra di veterani che adesso avrebbero bisogno di forze fresche. «In tutti questi anni – riprende Castellacci – lo staff della sagra è rimasto più o meno lo stesso, senza un vero ricambio, mentre la categoria dei cacciatori ha continuato ad assottigliarsi. A questo si sono aggiunti i problemi di salute del presidente dei cinghialai Giovanni Michelini, da sempre l’anima e il “faro” della festa. Se fino ad oggi avevamo sopperito con l'aiuto di amici e parenti, quest'anno non ce la siamo sentita e a maggio abbiamo preso la decisione».

Una decisione, tuttavia, che i cinghialai non considerano affatto definitiva, nella speranza che associazioni o contrade possano farsi avanti per collaborare. «Per il futuro non è ancora detta l'ultima parola – dice Castellacci –. Quest'anno non ce l'avremmo fatta comunque, nonostante l’assessore Federico Grossi abbia cercato di stimolarci in ogni modo, ma per il prossimo anno se qualcuno ci contatta siamo disponibili a collaborare».

Un primo segno d’interessamento, intanto, arriva dalla contrada San Bartolomeo, che da alcuni anni organizza la Sagra della Polenta in piazza Pavese negli ultimi due weekend di settembre, subito dopo quella del cinghiale. «Almeno per quest’anno – annuncia la presidente Silvia Valori – abbiamo deciso di inserire nel menù anche il cinghiale, in modo quantomeno da non perdere una tradizione che ormai fa parte del nostro paese».

L’appuntamento è per i giorni del 16, 17, 23 e 24 settembre, in attesa di capire se le stesse contrade o altre associazioni vorranno far rinascere la festa dal prossimo anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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