La manifestazione
l’attacco del Pd
«La Tari è aumentata ma l’assessore dice di no»
CASCINA. «Al di là delle affermazioni dell'assessore al bilancio, la vicenda delle bollette della Tari racconta quanta approssimazione ci sia nell'azione amministrativa della giunta leghista. I...
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CASCINA. «Al di là delle affermazioni dell'assessore al bilancio, la vicenda delle bollette della Tari racconta quanta approssimazione ci sia nell'azione amministrativa della giunta leghista. I cittadini hanno ricevuto le bollette per il servizio dei rifiuti e gli importi sono tutt'altro che invariati. Siamo ben lontani dagli slogan “Abbasseremo le tasse”». È quanto sostiene il Pd di Cascina.
«Il Comune di Cascina incasserà qualche centinaia di migliaia di euro in più dalla Tari. Con una corretta pianificazione delle entrate questi soldi potevano essere destinati a ridurre le tariffe delle utenze dei più deboli o a una riduzione generale. Il grande impegno su temi marginali per la maggioranza dei cittadini ha allontanato gli amministratori da una verifica attenta di quanto potessero variare gli importi modificando il regolamento di calcolo delle tariffe. Un approccio quasi dilettantesco che ha portato ad aumenti a macchia di leopardo. Aumenti definiti a tavolino, senza calcolarne gli effetti sulle famiglie. Vengono colpiti soprattutto i nuclei familiari numerosi e le case sfitte. In quest'ultimo caso si applica a Cascina il criterio adottato a Pisa, senza considerare che Cascina non ha né Università né il litorale. E gli aumenti sarebbero potuti essere anche maggiori, se non fosse stato per l'intervento delle minoranze in consiglio».
«Il Comune di Cascina incasserà qualche centinaia di migliaia di euro in più dalla Tari. Con una corretta pianificazione delle entrate questi soldi potevano essere destinati a ridurre le tariffe delle utenze dei più deboli o a una riduzione generale. Il grande impegno su temi marginali per la maggioranza dei cittadini ha allontanato gli amministratori da una verifica attenta di quanto potessero variare gli importi modificando il regolamento di calcolo delle tariffe. Un approccio quasi dilettantesco che ha portato ad aumenti a macchia di leopardo. Aumenti definiti a tavolino, senza calcolarne gli effetti sulle famiglie. Vengono colpiti soprattutto i nuclei familiari numerosi e le case sfitte. In quest'ultimo caso si applica a Cascina il criterio adottato a Pisa, senza considerare che Cascina non ha né Università né il litorale. E gli aumenti sarebbero potuti essere anche maggiori, se non fosse stato per l'intervento delle minoranze in consiglio».
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