Sicurezza
la lettera/2
Quei servizi negati a mia madre malata
Scrivo questa mail con grande rammarico. L’altra sera, come da tanti anni, ho portato mia madre alle prove generali dello spettacolo al Teatro del Silenzio.Mia madre non è disabile (non ha il...
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Scrivo questa mail con grande rammarico. L’altra sera, come da tanti anni, ho portato mia madre alle prove generali dello spettacolo al Teatro del Silenzio.
Mia madre non è disabile (non ha il cartellino rilasciato dall'Asl), ma soffre di una malattia autoimmune che, unitamente ad una forma di artrosi e artrite, le rende molto difficoltoso, se non impossibile, affrontare salite e terreni impervi). Fino allo scorso anno abbiamo sempre trovato un'auto della Misericordia che prestava questo tipo di servizio.
Quest'anno sono stata indirizzata al parcheggio 2 e mi è stato detto di rivolgermi alla security per far chiamare l'auto. Ma la sicurezza mi ha detto che quest'anno il servizio non veniva fornito. Ho insistito perché per mia madre era impossibile salire a piedi.
Michele, l'addetto alla sicurezza, ha quindi chiamato il responsabile spiegando il caso. La risposta è stata: «Se ha il pass da disabili parcheggio 1 bene, altrimenti gli zoppi girano il culo e tornano a casa».
Vi potete immaginare come si è sentita mia madre... Michele era imbarazzatissimo e i due agenti della polizia che erano presenti si sono detti allibiti per la risposta ricevuta. Alla fine Michele è riuscito a farsi dare conferma che a spettacolo iniziato avrebbero mandato una macchina. Ci ha anche cortesemente concesso la sua sedia per far sedere mia madre nell'attesa.
Dopo circa un'ora è arrivata una macchina (civile, ma con lampeggiante), che ha portato al Teatro quattro persone. Quattro ospiti vip (che non sono stati nemmeno controllati...), per i quali ovviamente le ragioni addotte per noi non valevano. L'autista è stato poi così gentile da portarci su al suo rientro, nonostante lo spettacolo fosse iniziato. Infatti, nel frattempo, non era stata inviata nessuna macchina.
Per l'uscita, invece, niente da fare. Per fare cinquanta metri ci sono voluti 40 minuti, con mia madre attaccata a me e un ginocchio gonfio a fine percorso.
L'amarezza per il trattamento ricevuto e le parole rivolte a mia madre non mi hanno fatto apprezzare neanche lo spettacolo. Lei (mia madre) per fortuna è riuscita a goderselo, pur con la consapevolezza che sarebbe stato l'ultimo.
Valuterei l'ipotesi di un organizzatore migliore in futuro, quantomeno qualcuno che dal punto di vista umano si accosti meglio al nome di Andrea Bocelli.
Barbara Berti
Mia madre non è disabile (non ha il cartellino rilasciato dall'Asl), ma soffre di una malattia autoimmune che, unitamente ad una forma di artrosi e artrite, le rende molto difficoltoso, se non impossibile, affrontare salite e terreni impervi). Fino allo scorso anno abbiamo sempre trovato un'auto della Misericordia che prestava questo tipo di servizio.
Quest'anno sono stata indirizzata al parcheggio 2 e mi è stato detto di rivolgermi alla security per far chiamare l'auto. Ma la sicurezza mi ha detto che quest'anno il servizio non veniva fornito. Ho insistito perché per mia madre era impossibile salire a piedi.
Michele, l'addetto alla sicurezza, ha quindi chiamato il responsabile spiegando il caso. La risposta è stata: «Se ha il pass da disabili parcheggio 1 bene, altrimenti gli zoppi girano il culo e tornano a casa».
Vi potete immaginare come si è sentita mia madre... Michele era imbarazzatissimo e i due agenti della polizia che erano presenti si sono detti allibiti per la risposta ricevuta. Alla fine Michele è riuscito a farsi dare conferma che a spettacolo iniziato avrebbero mandato una macchina. Ci ha anche cortesemente concesso la sua sedia per far sedere mia madre nell'attesa.
Dopo circa un'ora è arrivata una macchina (civile, ma con lampeggiante), che ha portato al Teatro quattro persone. Quattro ospiti vip (che non sono stati nemmeno controllati...), per i quali ovviamente le ragioni addotte per noi non valevano. L'autista è stato poi così gentile da portarci su al suo rientro, nonostante lo spettacolo fosse iniziato. Infatti, nel frattempo, non era stata inviata nessuna macchina.
Per l'uscita, invece, niente da fare. Per fare cinquanta metri ci sono voluti 40 minuti, con mia madre attaccata a me e un ginocchio gonfio a fine percorso.
L'amarezza per il trattamento ricevuto e le parole rivolte a mia madre non mi hanno fatto apprezzare neanche lo spettacolo. Lei (mia madre) per fortuna è riuscita a goderselo, pur con la consapevolezza che sarebbe stato l'ultimo.
Valuterei l'ipotesi di un organizzatore migliore in futuro, quantomeno qualcuno che dal punto di vista umano si accosti meglio al nome di Andrea Bocelli.
Barbara Berti
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