Sicurezza
Costretta ad uno stop di oltre tre mesi la centrale dell’Enel
Conseguenze gravissime per il rogo tra i comuni di Pomarance e Castelnuovo. Sono andati distrutti 150 ettari di territorio
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POMARANCE. Il fuoco ha attraversato di nuovo, anche ieri, il bosco di Pomarance, che già l’altro giorno era stato devastato dal fuoco. I danni sono enormi e la centrale geotermica a biomasse, la “Cornia 2”, nel territorio di Castelnuovo Valdicecina, dovrà restare ferma almeno tre o quattro mesi per sostituire le torri di raffreddamento che sono andate distrutte in seguito all’incendio di giovedì. Ci sarà quindi, oltre al danno strutturale, quello per la mancata produzione di energia rinnovabile.
Ieri, nei cieli della Valdicecina, è tornato anche il Canadair del dipartimento nazionale della protezione civile (oltre a tre elicotteri della Regione) per fronteggiare il vasto incendio di bosco - il fronte è ampio oltre tre chilometri - che ha ripreso nuova forza dopo che sembrava essere stato spento. Sul posto sono state impiegati anche decine di volontari della protezione civile e i vigili del fuoco.
La superficie distrutta dalle fiamme, secondo le prime stime effettuate dagli addetti ai lavori, supera i 150 ettari tra area boscata e campi coltivati. L’ipotesi è che il rogo si sia sviluppato per mano di uno o più piromani che peraltro nelle ultime settimane potrebbero aver colpito in più occasioni. Le indagini sono affidate ai carabinieri forestali di Pomarance e si è diffusa la voce che da una delle torrette Enel qualcuno avrebbe visto un uomo che si aggirava nel bosco di Lustignano da dove è partito uno dei roghi.
«Il vento continua ad alimentare e rinvigorire i focolai rimasti, che hanno ripreso forza e stanno ancora imperversando su più fronti, vista la grande estensione raggiunta – ha spiegato ieri il vicesindaco di Pomarance Nicola Fabiani –. Le numerose linee presenti nella zona rendono ancora più complicate le operazioni. Un disastro pazzesco, con danni ingenti, in particolare agli impianti Enel, per non parlare della devastazione davvero terrificante». Alle 19 di ieri si preannunciava un’altra nottata difficile di duro lavoro per tutto il personale impegnato nell’emergenza. «A tutti va un ringraziamento sentito e sincero: ai vigili del fuoco, provenienti dai vari distaccamenti, al personale dell’Unione Montana Alta Valdicecina, a tutti i volontari delle numerose associazioni coinvolte, provenienti un po’ da tutta la Toscana, oltre all’Anpas Avdc, alle forze dell’ordine intervenute, al personale dei tre Comuni coinvolti, a chi segue i rifornimenti di pasti e bevande, ai tecnici di Enel e di Terna per i necessari fuori servizio alle linee e a tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito e stanno ancora lottando contro il fuoco». Si parla di oltre 200 persone ogni giorno. (s. c.)
Ieri, nei cieli della Valdicecina, è tornato anche il Canadair del dipartimento nazionale della protezione civile (oltre a tre elicotteri della Regione) per fronteggiare il vasto incendio di bosco - il fronte è ampio oltre tre chilometri - che ha ripreso nuova forza dopo che sembrava essere stato spento. Sul posto sono state impiegati anche decine di volontari della protezione civile e i vigili del fuoco.
La superficie distrutta dalle fiamme, secondo le prime stime effettuate dagli addetti ai lavori, supera i 150 ettari tra area boscata e campi coltivati. L’ipotesi è che il rogo si sia sviluppato per mano di uno o più piromani che peraltro nelle ultime settimane potrebbero aver colpito in più occasioni. Le indagini sono affidate ai carabinieri forestali di Pomarance e si è diffusa la voce che da una delle torrette Enel qualcuno avrebbe visto un uomo che si aggirava nel bosco di Lustignano da dove è partito uno dei roghi.
«Il vento continua ad alimentare e rinvigorire i focolai rimasti, che hanno ripreso forza e stanno ancora imperversando su più fronti, vista la grande estensione raggiunta – ha spiegato ieri il vicesindaco di Pomarance Nicola Fabiani –. Le numerose linee presenti nella zona rendono ancora più complicate le operazioni. Un disastro pazzesco, con danni ingenti, in particolare agli impianti Enel, per non parlare della devastazione davvero terrificante». Alle 19 di ieri si preannunciava un’altra nottata difficile di duro lavoro per tutto il personale impegnato nell’emergenza. «A tutti va un ringraziamento sentito e sincero: ai vigili del fuoco, provenienti dai vari distaccamenti, al personale dell’Unione Montana Alta Valdicecina, a tutti i volontari delle numerose associazioni coinvolte, provenienti un po’ da tutta la Toscana, oltre all’Anpas Avdc, alle forze dell’ordine intervenute, al personale dei tre Comuni coinvolti, a chi segue i rifornimenti di pasti e bevande, ai tecnici di Enel e di Terna per i necessari fuori servizio alle linee e a tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito e stanno ancora lottando contro il fuoco». Si parla di oltre 200 persone ogni giorno. (s. c.)
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