Toscana
Ristruttura la casa della nonna, ma si pente: «Campane assordanti, la lascio»
Ponsacco, lo sfogo di una residente: «Tra rintocchi e schiamazzi, centro invivibile. Se dopo una giornata lavorativa si ambisce solo a un po' di pace meglio cercarsi casa altrove »
PONSACCO. Non sempre i sogni diventano realtà, se si ambisce a vivere nel centro storico. L’architetta Serena Masini ha sistemato la vecchia casa della nonna in piazza San Giovanni per andarci a vivere. «In questa casa respiro i ricordi felici della mia infanzia – esordisce Masini – così ho deciso di investire i miei soldi nel restauro e trasferirmi nel 2014».
Fin da subito, i sogni romantici si sono scontrati con la realtà. Innanzitutto il rumore delle campane; non solo quelle della chiesa, ma anche quella dell’orologio della torre civica. Il rimbombare delle due campane nello spazio chiuso della piazza può risultare insopportabile. «Nell'inverno 2015 ho deciso di installare doppi ventri fonoassorbenti e dormire con tappi di silicone – spiega Masini –: una spesa non indifferente che ha dato risultati modesti».
Alla fine Masini ha deciso di scrivere una lettera al sindaco, all’assessore all’ambiente, all’Arpat e all’arciprete. Solo l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha risposto, specificando che ci sono due distinte normative per il rumore: mentre le campane della chiesa sono autorizzate dai Patti Lateranensi (quindi difficili da contrastare) quelle della torre civica devono sottostare alle regole dei comuni mortali. «Il dirigente dell’Arpat mi ha messo di fronte a un paradosso – continua l’architetta –: l’Agenzia può rilevare le emissioni sonore, ma solo con l’autorizzazione del Comune. Mi sembra improbabile che il Comune chiami l’Arpat con il rischio di farsi multare».
Non a caso, l’amministrazione, a quasi due anni dalla missiva di Masini, non ha mai autorizzato le misurazioni. «Unico segnale – spiega Masini – è stata la riduzione dei rintocchi dalle 8 alle 20 (prima erano dalle 7 alle 23)».
I problemi per chi abita in centro a Ponsacco non sono però connessi solo alle campane. Con la bella stagione torme di ragazzi schiamazzanti si riversano nel centro storico trasformandolo, spesso, in un campo da calcio. Niente viene risparmiato: vetrine dei negozi, abitazioni, auto in sosta e persino la porta della chiesa. «Anche in questo caso Ponsacco è un’isola infelice – prosegue amareggiata l’architetta –. Nessuna ordinanza viene applicata per contrastare il gioco del calcio nel centro storico».
Ai baby calciatori si aggiungono anche adulti che, da giugno a settembre, “eleggono” piazza San Giovanni a raduno serale. Per quattro mesi, ogni anno, gli schiamazzi vanno avanti, molto spesso, ben oltre la mezzanotte. «Nel maggio 2016 il sindaco aveva parlato di far rispettare la quiete pubblica istituendo turni serali della polizia municipale – aggiunge Masini – ma purtroppo a oggi nulla è cambiato e per andare a dormire dobbiamo aspettare che l’ultimo degli incivili sia tornato a casa».
Nel centro storico non solo manca la presenza dei vigili, ma anche l’utilizzo delle telecamere di sorveglianza presenti da qualche anno. Dopo averle provate tutte, segnalando e scrivendo, l’architetta si è arresa e ha deciso di abbandonare la casa della nonna per andare a pagare l’affitto in un luogo più tranquillo. «Mi sento impotente, ma soprattutto abbandonata dalla mia amministrazione che, salvo organizzare feste di sabato sera, ignora la qualità della vita dei residenti del centro storico – conclude Masini –. Ho constatato sulla mia pelle come la politica locale di fronte ai problemi più volte segnalati si sforzi soprattutto di trovare delle giustificazioni per non intervenire. Se dopo una giornata lavorativa si ambisce solo a un po' di pace, meglio cercarsi casa altrove».
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