Il Tirreno

Pontedera

L’intervento 

UN PO’ DI CHIAREZZA SULLE TARIFFE

Tari aumentata? No! Il piano finanziario Tari 2017 è addirittura leggermente inferiore a quello dello scorso anno (2017: 7.143. 852) contro 2016: 7. 163. 191) e non si evidenziano scostamenti...

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Tari aumentata? No! Il piano finanziario Tari 2017 è addirittura leggermente inferiore a quello dello scorso anno (2017: 7.143. 852) contro 2016: 7. 163. 191) e non si evidenziano scostamenti significativi rispetto alla ripartizione dei costi fissi e variabili. Da considerare anche che questa amministrazione ha dovuto “coprire” oltre 216.000 euro dovuti all’errata previsione della vecchia amministrazione Pd (mancati contributi dal multimateriale e nessun recupero della lotta all’evasione inserita al solo fine di calmierare la base di calcolo totale del servizio). Invece, dati alla mano, il Pd dal 2010 al 2016 ha aumentato la Tari di oltre il 30% (5, 29% annuo in media). Invito i cittadini a raffrontare la bolletta 2010 con quella del 2016 considerando che, a partire dal 2013, non è stata applicata più l’IVA al 10% come ribadito più volte dalla Corte di Cassazione. Pertanto l’eventuale riduzione nell’anno 2013 è stata dovuta alla mancata applicazione Iva e non ad una riduzione del costo del servizio.

Dal porting dei dati dal vecchio gestore del servizio di bollettazione, riscossione e rendicontazione (Geofor) sono emerse centinaia e centinaia di posizioni irregolari (nuclei familiari risultanti unico componente quando invece da anni erano due, tre, quattro e più persone; utenti che percepivano riduzioni non dovute ed eliminate già negli anni passati) .

A questo punto mi domando: «Chi doveva controllare questi dati e l’effettiva bontà del servizio di bollettazione rispetto a quanto previsto dal regolamento? Chi ha eliminato la riduzione nel caso di nuclei familiari con handicap che oltre alla pensione sociale percepiscono qualsiasi altro reddito? Il Pd nel regolamento Tari 2016, purtroppo la vecchia società di bollettazione non si è adeguata al regolamento. Dalla sistemazione del database quest’anno, vi sono stati casi in cui nuclei familiari sono stati completamente esentati dal pagamento come previsto dal regolamento, mentre in passato veniva effettuato solo la riduzione. Le inefficienze del vecchio gestore hanno pesato su gli onesti cittadini, cioè su coloro che pagavano quanto dovuto.

Immobili non abitati dai residenti? Ebbene, si è deciso di cambiare il metodo di calcolo al fine di disincentivare gli affitti in nero. Qualora un proprietario di immobile dichiari, e dimostri, che l’immobile non è utilizzato, ha diritto, al non pagamento qualora vi siano le utenze staccate, oppure al conteggio della Tari in base al numero di componenti dichiarati anche se non residenti. A quel punto il soggetto si assumerebbe anche la responsabilità penale di quanto dichiarato, in quanto seguirebbero i controlli da parte del personale preposto. La cosa che mi sorprende è che tutti a gridare legalità, ma quando si tratta di regolarizzare le proprie posizioni, tutti rimangono indignati! Costi scolastici: le tariffe sono esattamente le stesse del 2016. Spiegasse il Pd o Mdp invece gli aumenti negli anni precedenti durante il loro governo. Tagliati i sussidi. Di cosa? Quali sussidi? Quelli derivanti dai trasferimenti dal Ministero o dalla Regione o dalla Provincia? Ricordo che in tutte e tre le istituzioni sopra indicate governa il Pd. Nel 2017, la regione del governatore Rossi ha tagliato 22.575 euro sui progetti Petz, 80. 000 sul fondo sostegno agli affitti, lo Stato ha tagliato 40.000 euro sull’offerta per le scuole d’infanzia, 90.000 trasferimenti correnti ordinari, 141.171 morosità incolpevole e infine la provincia di Pisa ha tagliato di 30.000 euro il pacchetto scuola. Anzi, questa amministrazione ha incrementato il fondo di garanzia di emergenza abitativa da 30.500 a 45.000 euro, incrementato il trasferimento alla Asl per servizi socio assistenziali di oltre 56.000 euro e mantenuti inalterati tutte le principali voci di interventi a favore di anziani e diversamente abili. Liste di attesa materna e asilo nido allungate. Ma quando mai? Per l’anno scolastico 2017/18 ancora non sono terminate le procedure di assegnazione anche perché la Regione non ha comunicato gli stanziamenti. Però ad ovviare ai ritardi della Regione targata Pd, questa amministrazione ha deciso di acquistare posti in convenzione con proprie risorse di bilancio. Per quanto riguarda i ritardi degli asilo nido, desidero ricordare che pochi mesi fa è stato arrestato il dipendente responsabile del settore, che da anni avrebbe sottratto risorse pubbliche alla comunità (solo negli ultimi 5 anni circa 300mila euro). Perché nessuno ha controllato prima?

Dario Rollo

Assessore e vicesindaco di Cascina

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