Trasporti
Non c’è posto, scelgono di cremarla
Il parroco ha poi scritto al Comune per sensibilizzarlo sui cimiteri “esauriti”
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CASCINA. Lutto per la morte della cugina del parroco di Titignano, don Romeo Vio. Il sacerdote ha scelto di cremare le spoglie in quanto non può seppellirla nel cimitero della sua frazione.
«Mi permetto di inoltrare ad amici ma anche ad altre persone l’omelia che ho fatto per i funerali della mia cara cugina Carmen Klinz, 95 anni – ha scritto il parroco agli amici che hanno ricevuto la sua missiva –. Sento il bisogno di farlo per ricordarla agli amici ma anche per “giustificare” la scelta che ho fatto di far cremare le sue spoglie mortali. Una scelta certamente non consona alla mia cultura umana e cristiana che vorrebbe, come ho fatto con tutti i miei cari e come desidero veramente per me, che fosse la terra nuda a ricevere il corpo che Dio ci ha donato. È una cosa triste che non ci sia la possibilità di seppellire i nostri morti nel cimitero della nostra frazione», scrive.
«So che il Comune di Cascina ha una ventina di cimiteri ed indubbiamente si va verso l’idea di un grande cimitero per tutto il Comune. Invece io sostengo che una persona che perde il proprio caro possa avere la consolazione, come fanno molte persone, di andare anche quotidiamente in bicicletta o a piedi a ricordare il proprio caro e a dire una preghiera sulla tomba che lo accoglie. Mando questa e mai anche alla nostra sindaca perché nella programmazione pensi a dotare ogni camposanto di uno spazio dove si possa cristianamente seppellire il proprio caro senza dover ricorrere alle spese per loculi e tombe murarie. Colgo l’occasione per ringrazia tutti quelli che mi hanno aiutato anche in questa vicenda personale».
«Mi permetto di inoltrare ad amici ma anche ad altre persone l’omelia che ho fatto per i funerali della mia cara cugina Carmen Klinz, 95 anni – ha scritto il parroco agli amici che hanno ricevuto la sua missiva –. Sento il bisogno di farlo per ricordarla agli amici ma anche per “giustificare” la scelta che ho fatto di far cremare le sue spoglie mortali. Una scelta certamente non consona alla mia cultura umana e cristiana che vorrebbe, come ho fatto con tutti i miei cari e come desidero veramente per me, che fosse la terra nuda a ricevere il corpo che Dio ci ha donato. È una cosa triste che non ci sia la possibilità di seppellire i nostri morti nel cimitero della nostra frazione», scrive.
«So che il Comune di Cascina ha una ventina di cimiteri ed indubbiamente si va verso l’idea di un grande cimitero per tutto il Comune. Invece io sostengo che una persona che perde il proprio caro possa avere la consolazione, come fanno molte persone, di andare anche quotidiamente in bicicletta o a piedi a ricordare il proprio caro e a dire una preghiera sulla tomba che lo accoglie. Mando questa e mai anche alla nostra sindaca perché nella programmazione pensi a dotare ogni camposanto di uno spazio dove si possa cristianamente seppellire il proprio caro senza dover ricorrere alle spese per loculi e tombe murarie. Colgo l’occasione per ringrazia tutti quelli che mi hanno aiutato anche in questa vicenda personale».
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