Sicurezza
Avvolta dal fuoco In fin di vita donna di 53 anni
di Gianni Tacchi
Coinvolta nell’incendio alla Torre della Cigna, sarà trasferita al centro grandi ustioni di Pisa
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LIVORNO. Lotta da anni per i diritti di chi non ha una casa, un lavoro, un modo per andare avanti. E soprattutto sull’emergenza abitativa, negli ultimi tempi, ha costruito le sue battaglie.
Lei che, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di pensare agli altri. Lei che, da oltre un anno, vive tra gli ex uffici della Torre della Cigna a Livorno insieme ad altre duecento persone. E proprio lì, in quell’alloggio di fortuna trovato dopo aver perso il lavoro, è rimasta vittima di un incidente che l’ha portata all’ospedale in condizioni gravissimi.
È in fin di vita, Marcella Ribechini, la donna originaria di Pomarance che, dopo l’incendio divampato in una di quelle stanze che erano diventate la sua casa, al terzo piano della struttura occupata da quasi sessanta famiglie dallo scorso febbraio, è stata avvolta dalle fiamme nell’ex ufficio trasformato in soggiorno e ha riportato ustioni sul 70-80% del corpo, come conferma il referto della donna. A prendere fuoco, per motivi non ancora chiari e sui quali ci sono verifiche in corso, sarebbe stato un divano: forse una sigaretta caduta, forse il corto circuito di un elettrodomestico.
Ribechini - 53enne attivista sindacale di Asia Usb, l’associazione inquilini del sindacato di base - era in quella stanza e avrebbe provato a sfuggire alle fiamme, sbattendo anche la testa come confermerebbe una ferita: i vigili del fuoco l’hanno trovata per terra nel locale accanto, priva di sensi e in condizioni disperate. È stata soccorsa dal medico e dai volontari della Svs, intervenuta con due ambulanze, e portata immediatamente all’ospedale, dove si è presentato anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin per capire le sue condizioni di salute.
Nata a Pomarance nel 1964, e assai conosciuta anche in Valdera, Ribechini ha vissuto a lungo a Collesalvetti per poi trasferirsi a Livorno, dove è molto impegnata a livello sociale oltre ad essere un’attivista dell’associazione inquilini dell’Unione sindacale di base. Poco più di un anno fa e dopo aver perso il lavoro, è stata costretta ad occupare il palazzo della Cigna insieme ad altre decine di persone, non riuscendo più a pagare i trecento euro d’affitto del suo vecchio appartamento. «Lavoravo in un ristorante che poi è fallito - raccontò un anno fa al Tirreno durante un reportage nella struttura di via Campo di Marte - successivamente ho assistito una persona anziana che è deceduta poco tempo dopo. Avevo fatto domanda per l’emergenza abitativa a Collesalvetti, dovrò rifarla a Livorno. Intanto eccomi qui...». Qui dove ieri mattina è finita dentro un incubo, l’incubo della disperazione. La donna è stata ricoverata in terapia intensiva in attesa di essere trasferita, oggi, al Centro grandi ustionati di Pisa. I medici avevano pensato di portarla in una struttura del genere già nella mattinata di ieri, ma all’ospedale di Cisanello a Pisa non c’era un posto libero e così hanno chiesto agli ospedali di Firenze e Genova, ottenendo però la stessa risposta: da qui la decisione di tenerla sotto osservazione e di posticipare il trasferimento in un centro specializzato.
Ribechini è molto conosciuta nella città labronica, ma anche nel suo paese di origine e in quelli della provincia di Pisa soprattutto per le sue battaglie in nome dei diritti di chi si trova in difficoltà: fa parte del comitato casa, ma ultimamente si era occupata anche della situazione di alcuni venditori ambulanti in piazza Garibaldi a Livorno, messi a rischio per un progetto del Comune poi rivisto dalla giunta. Una figura di primo piano dell’Unione sindacale di base, che nelle ultime ore ha dimostrato grande vicinanza alla sua famiglia.
Altro servizio a pag.11
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lei che, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di pensare agli altri. Lei che, da oltre un anno, vive tra gli ex uffici della Torre della Cigna a Livorno insieme ad altre duecento persone. E proprio lì, in quell’alloggio di fortuna trovato dopo aver perso il lavoro, è rimasta vittima di un incidente che l’ha portata all’ospedale in condizioni gravissimi.
È in fin di vita, Marcella Ribechini, la donna originaria di Pomarance che, dopo l’incendio divampato in una di quelle stanze che erano diventate la sua casa, al terzo piano della struttura occupata da quasi sessanta famiglie dallo scorso febbraio, è stata avvolta dalle fiamme nell’ex ufficio trasformato in soggiorno e ha riportato ustioni sul 70-80% del corpo, come conferma il referto della donna. A prendere fuoco, per motivi non ancora chiari e sui quali ci sono verifiche in corso, sarebbe stato un divano: forse una sigaretta caduta, forse il corto circuito di un elettrodomestico.
Ribechini - 53enne attivista sindacale di Asia Usb, l’associazione inquilini del sindacato di base - era in quella stanza e avrebbe provato a sfuggire alle fiamme, sbattendo anche la testa come confermerebbe una ferita: i vigili del fuoco l’hanno trovata per terra nel locale accanto, priva di sensi e in condizioni disperate. È stata soccorsa dal medico e dai volontari della Svs, intervenuta con due ambulanze, e portata immediatamente all’ospedale, dove si è presentato anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin per capire le sue condizioni di salute.
Nata a Pomarance nel 1964, e assai conosciuta anche in Valdera, Ribechini ha vissuto a lungo a Collesalvetti per poi trasferirsi a Livorno, dove è molto impegnata a livello sociale oltre ad essere un’attivista dell’associazione inquilini dell’Unione sindacale di base. Poco più di un anno fa e dopo aver perso il lavoro, è stata costretta ad occupare il palazzo della Cigna insieme ad altre decine di persone, non riuscendo più a pagare i trecento euro d’affitto del suo vecchio appartamento. «Lavoravo in un ristorante che poi è fallito - raccontò un anno fa al Tirreno durante un reportage nella struttura di via Campo di Marte - successivamente ho assistito una persona anziana che è deceduta poco tempo dopo. Avevo fatto domanda per l’emergenza abitativa a Collesalvetti, dovrò rifarla a Livorno. Intanto eccomi qui...». Qui dove ieri mattina è finita dentro un incubo, l’incubo della disperazione. La donna è stata ricoverata in terapia intensiva in attesa di essere trasferita, oggi, al Centro grandi ustionati di Pisa. I medici avevano pensato di portarla in una struttura del genere già nella mattinata di ieri, ma all’ospedale di Cisanello a Pisa non c’era un posto libero e così hanno chiesto agli ospedali di Firenze e Genova, ottenendo però la stessa risposta: da qui la decisione di tenerla sotto osservazione e di posticipare il trasferimento in un centro specializzato.
Ribechini è molto conosciuta nella città labronica, ma anche nel suo paese di origine e in quelli della provincia di Pisa soprattutto per le sue battaglie in nome dei diritti di chi si trova in difficoltà: fa parte del comitato casa, ma ultimamente si era occupata anche della situazione di alcuni venditori ambulanti in piazza Garibaldi a Livorno, messi a rischio per un progetto del Comune poi rivisto dalla giunta. Una figura di primo piano dell’Unione sindacale di base, che nelle ultime ore ha dimostrato grande vicinanza alla sua famiglia.
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