Sicurezza
Il bacino di Roffia sarà tenuto in ordine da giovani immigrati
SAN MINIATO. Da un lato c’è la volontà di riempire il tempo, troppo spesso vuoto, passato di fronte agli schermi degli smartphone, dall’altro c’è l’obiettivo di offrire un’occasione concreta di...
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SAN MINIATO. Da un lato c’è la volontà di riempire il tempo, troppo spesso vuoto, passato di fronte agli schermi degli smartphone, dall’altro c’è l’obiettivo di offrire un’occasione concreta di integrazione e, perché no, anche la possibilità di imparare un lavoro.
È la sfida inseguita da un progetto pilota che vede protagonista Roffia e il suo bacino. È qui che dal 9 giugno, in un appartamento all’interno del paese, sono ospitati sei ragazzi provenienti da Mali, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana a Burkina Faso. Giovani poco più che ventenni che, da circa un mese, spendono 10 o 12 ore a settimana in favore delle associazioni sportive della canoa e del canottaggio, in modo del tutto gratuito, eseguendo lavori di pulizia e manutenzione sulle sponde del bacino e nell’area adiacente ai pontili, oltre a dare una mano nella gestione delle attrezzature e delle imbarcazioni. È il risultato di un progetto promosso e guidato dalla cooperativa Lunazzurra, con sede a Padova, impegnata dal 2016, anche in Toscana, in una serie di percorsi di integrazione basati di attività di lavoro volontario. Una sfida che, attraverso l’assessore David Spalletti, ha trovato la collaborazione del Comune di San Miniato, riuscendo a mettere in comunicazione tra loro la cooperativa Lunazzurra e le due associazioni sportive. L’iniziativa, infatti, è stata presentata ieri, sulle sponde del lago, dallo stesso Spalletti e dal sindaco Vittorio Gabbanini, insieme a Roberto Tuninetti di Lunazzurra, ai presidenti di canoa e canottieri, Alessio Simonetti e Enzo Ademollo, con la partecipazione dell’assessore regionale all’immigrazione Vittorio Bugli. Sul territorio, inoltre, la cooperativa Lunazzurra può contare su due operatori, Luca Valenzano e Mirko Sulli, incaricati di seguire e coordinare i migranti durante le attività. La scorsa settimana, per la prima volta, i sei ragazzi sono stati impiegati anche a San Miniato Basso, per ripulire una corte interna troppo spesso in balia di incivili e degrado.
«Le persone del posto - racconta Tuninetti - sono scese fuori casa offrendo ai ragazzi acqua fresca e qualcosa da mangiare. Il primo obiettivo è proprio questo: promuovere un’integrazione attiva con le comunità che ospitano questi migranti». «Perché non volevamo - sottolinea il sindaco Gabbanini - che la loro permanenza nel nostro comune fosse inoperosa: in questo modo diamo loro la possibilità di rendersi utili e cominciare a inserirsi».
Giacomo Pelfer
È la sfida inseguita da un progetto pilota che vede protagonista Roffia e il suo bacino. È qui che dal 9 giugno, in un appartamento all’interno del paese, sono ospitati sei ragazzi provenienti da Mali, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana a Burkina Faso. Giovani poco più che ventenni che, da circa un mese, spendono 10 o 12 ore a settimana in favore delle associazioni sportive della canoa e del canottaggio, in modo del tutto gratuito, eseguendo lavori di pulizia e manutenzione sulle sponde del bacino e nell’area adiacente ai pontili, oltre a dare una mano nella gestione delle attrezzature e delle imbarcazioni. È il risultato di un progetto promosso e guidato dalla cooperativa Lunazzurra, con sede a Padova, impegnata dal 2016, anche in Toscana, in una serie di percorsi di integrazione basati di attività di lavoro volontario. Una sfida che, attraverso l’assessore David Spalletti, ha trovato la collaborazione del Comune di San Miniato, riuscendo a mettere in comunicazione tra loro la cooperativa Lunazzurra e le due associazioni sportive. L’iniziativa, infatti, è stata presentata ieri, sulle sponde del lago, dallo stesso Spalletti e dal sindaco Vittorio Gabbanini, insieme a Roberto Tuninetti di Lunazzurra, ai presidenti di canoa e canottieri, Alessio Simonetti e Enzo Ademollo, con la partecipazione dell’assessore regionale all’immigrazione Vittorio Bugli. Sul territorio, inoltre, la cooperativa Lunazzurra può contare su due operatori, Luca Valenzano e Mirko Sulli, incaricati di seguire e coordinare i migranti durante le attività. La scorsa settimana, per la prima volta, i sei ragazzi sono stati impiegati anche a San Miniato Basso, per ripulire una corte interna troppo spesso in balia di incivili e degrado.
«Le persone del posto - racconta Tuninetti - sono scese fuori casa offrendo ai ragazzi acqua fresca e qualcosa da mangiare. Il primo obiettivo è proprio questo: promuovere un’integrazione attiva con le comunità che ospitano questi migranti». «Perché non volevamo - sottolinea il sindaco Gabbanini - che la loro permanenza nel nostro comune fosse inoperosa: in questo modo diamo loro la possibilità di rendersi utili e cominciare a inserirsi».
Giacomo Pelfer
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